ERNESTO CONTESSA

La mia storia di artigiano tappezziere

Non è mai facile parlare di sé, e ancora meno scriverne.

Sono un artigiano tappezziere e questo mestiere mi accompagna ormai da quasi cinquant'anni.

Ho iniziato da giovane ed è stato subito amore a prima vista. Da allora non ho mai smesso di cercare di capire qualcosa in più: attraverso il lavoro quotidiano, lo studio, la ricerca, gli errori, gli incontri e la sperimentazione.

Con il passare degli anni è cambiato anche il mio modo di vivere il mestiere.

Le frenesie della produzione sono diventate meno importanti, mentre è cresciuto il desiderio di conoscere, raccontare e trasmettere un'arte antica che continua ancora oggi a evolversi.

Dopo tanti anni di bottega ho una certezza:

in questo mestiere non si finisce mai di imparare.

L'arte della tappezzeria

La tappezzeria è un mestiere antico, ma non è un mestiere fermo nel passato.

Nel corso del tempo sono cambiati materiali, strumenti, tecniche e modi di abitare, e il tappezziere ha continuato ad adattare il proprio sapere alle nuove esigenze.

È proprio questo uno degli aspetti che più amo del mio lavoro.


MATERIALI, FORME E IDEE

Nel mestiere del tappezziere convivono materiali molto differenti: tessuti, pelli, legni, imbottiture, fibre naturali e fibre sintetiche, metalli e altri materiali che possono incontrarsi all'interno dello stesso manufatto.

Conoscerli significa comprenderne caratteristiche e limiti, ma anche immaginare nuove possibilità.

Ogni lavoro nasce da un equilibrio tra funzione, comfort, proporzioni, materia e bellezza.


LA TAPPEZZERIA VIVE

INTORNO A NOI

Spesso associamo il tappezziere soltanto a una poltrona o a un divano.

In realtà la tappezzeria accompagna molti momenti della nostra vita: nei tendaggi, nelle sedute, nei cuscini, negli interni di un'automobile, nella nautica, negli spazi pubblici e negli ambienti che abitiamo ogni giorno.

È un mestiere che cambia continuamente forma, ma conserva qualcosa di profondamente semplice:

trasformare materiali differenti in qualcosa che deve accogliere, proteggere, durare e farci stare bene.


MIGLIORARE CONTINUAMENTE

Dopo tanti anni continuo a pensare che un artigiano non debba mai considerare concluso il proprio percorso.

Ogni materiale nuovo, ogni restauro, ogni cliente e ogni progetto possono insegnare qualcosa.

Una frase che mi accompagna da tempo riassume bene questo pensiero:

“Fai oggi un po' meglio di ciò che è stato fatto ieri.”

La mia bottega

UN, LUOGO DI RICERCA,LAVORO, INCONTRO.

La bottega è il luogo dove trascorro gran parte delle mie giornate.

Ci sono tessuti, campionari, attrezzi, macchine da cucire, fili, imbottiture e materiali raccolti in tanti anni di lavoro.

Alcuni strumenti sono gli stessi che accompagnano il mestiere da generazioni. Altri sono arrivati con materiali e tecniche più recenti.

Tutti hanno una funzione, ma ciò che conta davvero è sapere quando e perché utilizzarli.


OGNI LAVORO COMINCIA ASCOLTANDO

Prima delle forbici, dell'ago o della macchina da cucire viene una cosa molto più semplice: ascoltare.

Capire che cosa desidera il cliente, come verrà utilizzato un arredo, cosa può essere conservato e cosa invece deve essere sostituito. Non sempre la soluzione più complessa è quella migliore.Il mio compito è cercare quella più adatta al manufatto, all'utilizzo e alla persona che continuerà a viverlo.


FARE BENE, SENZA AVERE FRETTA DI FINIRE

Il lavoro artigiano richiede tempo. Ci sono operazioni che possono essere velocizzate grazie a strumenti e materiali contemporanei e altre nelle quali la mano, l'esperienza e il tempo necessari alla lavorazione non possono essere abbreviati.

Dopo tanti anni continuo a trovare soddisfazione nello stesso momento:

quando un lavoro è terminato, lo guardo e penso che non avrei voluto farlo diversamente.


UNA BOTTEGA APERTA ALLA CURIOSITÀ

Per me la bottega non è soltanto il luogo dove si eseguono lavori.

È anche uno spazio dove studiare, provare, sbagliare, confrontare materiali e continuare a fare domande.

Perché un mestiere rimane vivo soltanto se conserva la memoria di ciò che ha imparato e, nello stesso tempo, mantiene la curiosità per ciò che ancora non conosce.

CONTATTAMI

Maestro Artigiano

Un riconoscimento, ma soprattutto una responsabilità

Nel 2022 ho ricevuto dalla Regione Veneto il riconoscimento di Maestro Artigiano.

È stato un momento importante del mio percorso professionale, non soltanto per ciò che questo titolo riconosce del lavoro svolto negli anni, ma soprattutto per ciò che rappresenta verso il futuro.

Un mestiere artigiano non è fatto soltanto di gesti. È fatto di conoscenze, materiali, errori, soluzioni, esperienza e piccoli accorgimenti che spesso non si trovano scritti in un manuale. Sono cose che si imparano lavorando accanto a qualcuno, osservando e provando.


TRASMETTERE IL MESTIERE

Con il passare degli anni è cresciuto in me il desiderio di condividere ciò che ho imparato.

Ho avuto occasione di confrontarmi con studenti, giovani artigiani e persone interessate alla tappezzeria, cercando di raccontare non soltanto come si esegue una lavorazione, ma anche perché viene eseguita in un determinato modo.

Trasmettere un mestiere non significa chiedere a chi viene dopo di ripetere esattamente ciò che abbiamo fatto noi.

Significa dargli delle basi abbastanza solide perché possa continuare, migliorare e magari trovare strade che noi non abbiamo ancora immaginato.


IMPARARE FA PARTE DEL MESTIERE

Essere Maestro Artigiano non significa aver finito di imparare.

Per me significa quasi il contrario. Più esperienza si accumula, più ci si rende conto di quanto rimanga ancora da conoscere.

Trasmettere ciò che sappiamo e continuare ad avere voglia di imparare sono due parti dello stesso mestiere.

Attestato Maestro artigiano Ernesto Contessa

Collaborazioni e condivisione del mestiere

Nel corso degli anni il confronto con altri artigiani e professionisti è stato una parte importante del mio percorso. Condividere esperienze, competenze e soluzioni permette di crescere, affrontare lavorazioni diverse e mantenere vivo un mestiere che si arricchisce anche attraverso lo scambio.

Da questo spirito è nata anche l’esperienza di A.P.E. Tappezzerie Riunite, una collaborazione tra tappezzieri costruita sul supporto reciproco, sulla condivisione delle conoscenze e sulla volontà di valorizzare e tramandare il mestiere.

Oggi continuo a credere nel valore delle collaborazioni: ogni incontro professionale può diventare un’occasione per mettere in relazione competenze diverse, rispettando il lavoro, l’esperienza e l’identità di ciascun artigiano.


Una storia che continua in bottega

Quasi cinquant'anni di mestiere sono tanti, ma ogni volta che entra in bottega un nuovo lavoro si ricomincia, in qualche modo, da capo.

Un mobile mai visto, un tessuto diverso, un problema da risolvere o semplicemente una nuova idea possono ancora diventare occasioni per imparare qualcosa.

È questo che continua ad appassionarmi della tappezzeria:

un mestiere antico che ogni giorno ti chiede di usare ciò che sai per affrontare qualcosa di nuovo.

La storia continua qui, tra il banco da lavoro, i materiali e le persone che ogni giorno entrano nella mia bottega.


Ernesto Contessa
Maestro Artigiano Tappezziere