Cenni storici di un antico Mestiere d'arte: La Tappezzeria

Fin dall’antichità l’uomo, per suo istinto naturale, ha sempre cercato di migliorare la propria qualità di vita inseguendo il concetto di comfort e benessere abitativo.

Le prime priorità furono la protezione dal freddo e dagli agenti naturali. Da questa necessità nacquero le prime forme di lavorazione dei materiali: l’uomo iniziò a costruire rifugi, intrecciare fibre naturali e utilizzare le pelli degli animali per vestirsi e rendere più confortevole la propria dimora.

Con il passare del tempo, queste tecniche si sono evolute fino a diventare vere e proprie arti artigianali, come la tappezzeria, che ancora oggi unisce tradizione, manualità e ricerca del comfort.

L’attenzione ai materiali, alla qualità delle lavorazioni e al benessere domestico rappresenta ancora oggi il valore di un tappezziere artigiano, capace di trasformare divani, poltrone e sedute in elementi di comfort, stile e durata nel tempo.

Tappezzeria Artigianale e Storia dei Tessuti | Design e Lusso dal Medioevo alla Bauhaus

La storia della tappezzeria artigianale, dei tessuti e del design d’interni racconta secoli di arte, innovazione e tecnica. Dall’antico Oriente alle avanguardie del XX secolo, la produzione tessile ha influenzato moda, arredamento e stile di vita.

I tessuti dall’Oriente:

Arabia, Palestina, Antiochia, Tiro e Damasco

I paesi dell’Oriente furono i primi grandi produttori di tessuti pregiati, diffondendo l’arte della tessitura nel mondo. Le città portuali divennero punti chiave di commercio, rendendo stoffe e sete beni preziosi per nobili e Chiesa.

Tra il 1100 e il 1200, centri italiani come Palermo, Genova e Venezia iniziarono a produrre tessuti di alta qualità, competendo con le importazioni orientali. Palermo divenne famosa per la seta e i tessuti con oro, come il mantello dell’incoronazione di Ruggero, oggi a Vienna.

Arazzi e tappezzeria:

arte e protezione

Gli arazzi non servivano solo per abiti e tende, ma anche per rivestire pareti e dividere ambienti. Inizialmente funzionali per isolare dal freddo, divennero capolavori tessili, con motivi che raccontano storia e vita quotidiana.

I materiali principali erano lana, lino e cotone, spesso in tessuti di grandi dimensioni e dettagli raffinati.

Lusso e colore:

simbolo di prestigio

I nobili italiani manifestavano ricchezza e stile attraverso abiti e arredi. La colorazione dei tessuti era un segno distintivo: il chermes, rosso intenso estratto dalle cocciniglie, era riservato a Papi, Cardinali, Dogi e Re.

Produzione tessile nel XVI secolo

Nel XVI secolo la produzione tessile si specializzò in:

  • Abbigliamento: seta, lana e cotone lavorati con telai manuali e filatura a ruota
  • Arredamento: tende, coperte e tappezzerie con ricami e dettagli artistici

Le corporazioni e gilde artigiane stabilivano standard di qualità, regolando il commercio locale e internazionale.

Tappezzeria e comfort:

dal 1600 al 1800

Tra il 1600 e il 1800 i tappezzieri migliorarono imbottiture e sedute, inizialmente rigide. Nel 1820 in Germania fu brevettata la prima molla, introducendo il concetto moderno di ergonomia e comfort nei mobili imbottiti.

Rivoluzione industriale

e telaio Jacquard

Con la prima rivoluzione industriale, i telai domestici si trasferirono in fabbriche. Nel 1801 a Lione fu brevettato il telaio Jacquard, che riproduceva disegni complessi usando schede perforate. Ancora oggi il principio guida la produzione tessile digitale.

Le produzioni artigianali continuano a creare tessuti unici e pregiati.

La Corporazione dei Tappezzieri in Italia

Il 19 febbraio 1739 Re Emanuele III di Savoia riconobbe la prima Universitas degli Artieri, dando vita alla Congregazione dei Drappieri. Queste corporazioni tutelavano la qualità e la professionalità degli artigiani, ponendo le basi della tappezzeria artigianale moderna.

Lo stile Chippendale nel mobilio

Lo stile Chippendale (Inghilterra, XVIII secolo) è un classico del mobilio neoclassico:

  • Legni pregiati: mogano, ciliegio, noce
  • Schienali a tavola di violino, piedi a artiglio e palla
  • Sedute imbottite e dettagli scolpiti raffinati

I mobili Chippendale restano simbolo di eleganza e maestria artigianale.

La macchina da cucire: innovazione tessile

La macchina da cucire ha trasformato la produzione tessile:

  • XVIII-XIX secolo: primi brevetti di Wiesenthal, Babbage, Thimonnier, Walter Hunt
  • 1851: Isaac Singer brevetta la Singer Model 1, introducendo la vendita a rate
  • XX secolo: automazione e digitalizzazione aumentano precisione e velocità

Grazie a queste innovazioni, moda e arredamento divennero più accessibili e variegati.

Bauhaus:

design funzionale e moderno

Attiva in Germania tra 1919 e 1933, la Bauhaus di Walter Gropius rivoluzionò arte, design e architettura:

  • Interdisciplinarità tra artisti, designer e architetti
  • Funzionalismo e minimalismo: forme pure e geometriche
  • Materiali moderni: acciaio, vetro, cemento armato
  • Metodi sperimentali con Kandinsky, Paul Klee e Mies van der Rohe
  • Produzione industriale accessibile

La Bauhaus influenzò profondamente arredamento, moda e design contemporaneo.

Conclusione

Dall’Oriente medievale alla Bauhaus, la storia della tappezzeria artigianale, dei tessuti e del design è un viaggio tra arte, innovazione e comfort. Ogni epoca ha lasciato un’impronta sul lusso, sullo stile e sull’arredamento moderno.

Scopri i dettagli storici dei tessuti e della tappezzeria artigianale: dall’Oriente medievale al lusso italiano, dal telaio Jacquard alle macchine da cucire, fino allo stile Chippendale e alla Bauhaus. Arte, comfort e design in ogni dettaglio.

Tappezzeria Artigianale e Storia dei Tessuti: Dal Medioevo alla Bauhaus


900

1200

dal 900-1200

I Paesi dell’Oriente – Arabia, Palestina, Antiochia, Tiro e Damasco – furono i primi grandi produttori tessili e fecero conoscere l’arte della tessitura a tutto il mondo.

Queste città, dotate di importanti approdi sul mare, divennero i principali punti di arrivo e di partenza dei primi commerci tra Oriente e Occidente, favorendo la diffusione di tessuti pregiati e tecniche di lavorazione.

Il tessuto fu uno dei beni più richiesti e preziosi. Nonostante l’elevato costo, esercitava grande fascino, soprattutto perché la produzione richiedeva molto tempo: la lavorazione avveniva su telai a mano e i manufatti dovevano poi affrontare lunghi viaggi prima di giungere fino a noi. Per questo motivo i tessuti erano beni di grande valore, spesso riservati alla Nobiltà o alla Chiesa.

Con il crescente sviluppo di questi commerci e la loro forte attrattiva economica, tra il 1100 e il 1200 anche gli imprenditori italiani iniziarono a produrre tessuti in Italia.

Le produzioni tessili italiane si svilupparono rapidamente, espandendosi in poco tempo e raggiungendo elevati standard qualitativi. I tessuti italiani divennero così competitivi rispetto alle produzioni straniere.

In Sicilia furono gli Arabi a introdurre la produzione e la manifattura della seta. Palermo divenne il principale centro italiano per la produzione di tessuti preziosi in seta e oro. Tra gli esempi più celebri vi è il famoso mantello dell’incoronazione di Ruggero, oggi conservato a Vienna.

Anche Genova e Venezia si affermarono rapidamente come eccellenze nella produzione tessile. Nacquero vere e proprie sfide tra i grandi centri produttivi: Turchia, Italia e Francia si contendevano la manodopera specializzata e la qualità delle produzioni tessili.


1200

1300

dal 1200-1300

L’uso delle fibre intrecciate, oltre che per la realizzazione delle vesti, veniva impiegato anche all’interno delle dimore per proteggersi dal freddo e dall’umidità.

I tessuti venivano utilizzati per rivestire le pareti, per chiudere le finestre ancor prima dell’arrivo del vetro e per coprire le aperture che collegavano i corridoi. Inoltre erano impiegati per dividere gli spazi interni dei grandi saloni, nelle camere e attorno ai letti, creando divisori utili a garantire maggiore calore..

In queste dimore compare l’arazzo che, inizialmente, veniva utilizzato soprattutto per proteggere gli ambienti dal freddo. Con il tempo, però, divenne anche una vera e propria forma di arte tessile, collocandosi a metà strada tra artigianato e arte.

Molti artisti realizzarono disegni destinati agli arazzieri, che li riproducevano nei tessuti. In questo modo nacquero opere di grande valore artistico e storico. Proprio da queste immagini tessute sono state ricavate numerose informazioni e testimonianze sulla storia e sulla vita delle epoche passate.

Gli arazzi sono realizzati con fibre tessili naturali come lana, cotone o lino. Solitamente si tratta di tessuti di grande formato, caratterizzati da disegni ampi e molto dettagliati.

1400

1400

I nobili italiani iniziarono progressivamente ad abbandonare le campagne per trasferire le loro residenze nelle città, dove le attività commerciali stavano crescendo e diventando sempre più importanti.

Questo fenomeno generò naturalmente una mescolanza di diversi ceti sociali che, in alcuni casi, sfociò anche in tumulti e tensioni.

Per distinguersi e rafforzare la porrai forza e il  potere, il nobile iniziò ad esibire il lusso attraverso ciò che indossava e attraverso gli arredi della propria dimora  , Non è raro trovare, in dipinti e arazzi dell’epoca, nobili vestiti con gli stessi tessuti utilizzati nei loro palazzi per rivestire finestre e pareti.

In questo periodo nasce di fatto il concetto di lusso come forma di distinzione sociale e di rappresentazione del potere.

Anche la colorazione delle fibre tessili era un segno di grande preziosità. Un esempio famoso è il chermes (o kermes), un colorante rosso vivo ricavato dai corpi essiccati delle femmine di alcune specie di cocciniglia. Seta e lana tinte con questo rosso intenso furono per molti anni riservate esclusivamente a figure di grande potere come Papi, Cardinali, Dogi e Re.

1500

Il tessuto inizia a differenziarsi


Durante il XVI secolo (1500), la produzione tessile in Europa e in molte altre parti del mondo iniziò a svilupparsi e a specializzarsi in modo sempre più evidente tra due ambiti principali: l’abbigliamento e l’arredamento.

Questa suddivisione fu il risultato di diversi fattori, tra cui l’evoluzione delle tecniche di produzione tessile, i cambiamenti nelle mode e nelle esigenze della società, oltre alla crescente prosperità economica delle comunità.

Produzione tessile per l’abbigliamento

Nel XVI secolo la produzione tessile destinata all’abbigliamento divenne sempre più sofisticata. Gli abiti venivano realizzati utilizzando una varietà di tessuti come seta, lana e cotone, scelti in base alle condizioni climatiche e alle preferenze locali.

La moda iniziò ad assumere un ruolo sempre più importante, con stili e tendenze che cambiavano rapidamente. Tecnologie tessili come il telaio a mano e la filatura a ruota erano fondamentali per la produzione dei tessuti destinati alla realizzazione degli abiti.

Produzione tessile per l’arredamento

Parallelamente si sviluppò anche la produzione tessile destinata all’arredamento. I tessuti utilizzati per tende, coperte, tappezzerie e altri elementi della casa divennero progressivamente più elaborati.

In questo periodo iniziarono a diffondersi nuovi stili di decorazione d’interni e i tessuti venivano spesso impreziositi con ricami, intagli e dettagli complessi. Oltre alla funzione decorativa, questi materiali contribuivano a migliorare il comfort degli ambienti domestici, rendendo le abitazioni più accoglienti e protette dal freddo.

La specializzazione degli artigiani tessili

Con la crescita della produzione tessile si svilupparono anche figure artigianali sempre più specializzate, sia nel settore dell’abbigliamento sia in quello dell’arredamento.

Si affermò, ad esempio, una distinzione tra i sarti, impegnati nella realizzazione di abiti su misura, e i tessitori o tappezzieri, specializzati nella lavorazione dei tessuti destinati alla casa. Questa specializzazione contribuì allo sviluppo delle corporazioni e delle gilde artigiane.

La crescita del commercio tessile

La produzione tessile, sia per l’abbigliamento sia per l’arredamento, divenne progressivamente più commercializzata. I tessuti venivano scambiati e venduti nei mercati locali e nei grandi circuiti commerciali internazionali, favorendo la crescita economica e lo sviluppo dell’industria tessile.

Sintesi

Nel XVI secolo la produzione tessile si differenziò sempre più tra il settore dell’abbigliamento e quello dell’arredo. Questa evoluzione portò a una maggiore specializzazione artigianale e commerciale, contribuendo a definire in modo sempre più chiaro i due ambiti del mondo tessile e favorendo una crescente diversificazione delle produzioni.

1600

Nasce il  concetto di Confort

Questo periodo storico segna una grande evoluzione nella figura del tappezziere e sancisce la nascita del concetto di comfort nell’arredamento.

Le prime imbottiture utilizzate derivavano dalle tecniche dei maestri sellai. Erano realizzate con fibre vegetali o animali, come crine di cavallo o lino, e venivano posizionate su tavole di legno. Tuttavia queste imbottiture risultavano spesso molto rigide e, con il passare del tempo, tendevano a perdere la loro forma originale.

Tra il 1600 e il 1800 si sviluppò una grande ricerca per migliorare la qualità delle imbottiture e rendere le sedute più comode e resistenti. Vennero sperimentate diverse tecniche di supporto su cui appoggiare l’imbottitura: tavolati in legno, corde intrecciate, strisce di tessuto e perfino strutture in ferro.

Nel 1820 arrivò dalla Germania il brevetto della prima molla, una soluzione innovativa che rivoluzionò il mondo delle sedute. La molla offriva infatti il sostegno necessario all’imbottitura e permetteva alla seduta di tornare facilmente alla forma originaria dopo l’uso.

Questa invenzione cambiò radicalmente il modo di sedersi e rappresenta ancora oggi uno degli elementi fondamentali per garantire comfort e qualità nelle sedute imbottite

1700

Nasce il telaio jacquard



Con l’arrivo della prima rivoluzione industriale, i telai domestici vennero trasferiti in grandi capannoni industriali. La crescente domanda di tessuti richiedeva quantità maggiori e tempi di produzione più rapidi, abbattendo i costi e rendendo i tessuti accessibili a un pubblico molto più ampio.

Nel 1801, a Lione, fu brevettato il primo telaio Jacquard, che utilizzava schede di cartone perforate per riprodurre lo stesso disegno all’infinito in modo preciso. Questa innovazione rivoluzionò la produzione tessile, garantendo uniformità e velocità senza precedenti.

Il telaio Jacquard rimane alla base della produzione tessile moderna. Oggi i cartoni perforati sono sostituiti dai computer, ma il principio di funzionamento è rimasto invariato. Al contempo, continuano a vivere le piccole produzioni su telai a mano, che creano tessuti pregiati e unici, con caratteristiche e qualità ineguagliabili.

19

02

1739

Nasce in Italia il Drappiere


Il Re Emanuele III di Savoia riconobbe la prima “Universitas” degli Artieri di Mestiere, sul modello francese. Questa data segna la nascita in Italia della prima Congregazione dei Drappieri, oggi conosciuta come Tappezzieri.

In precedenza, queste attività erano svolte dagli stessi tessitori e conciatori, che tessevano e conciavano le pelli, trasformandole poi in manufatti tessili e arredativi.

La Congregazione o Corporazione dei Tappezzieri era un’organizzazione professionale composta da artigiani specializzati nella produzione di tessuti, tappezzerie e materiali per l’arredamento d’interni. L’obiettivo principale era regolare e proteggere gli interessi degli artigiani, oltre a stabilire standard qualitativi per i prodotti tessili.

La Prima Congregazione dei Tappezzieri, fondata il 19 febbraio 1739, rappresentò uno dei primi passi verso una regolamentazione ufficiale della professione. Questo evento fu fondamentale perché definì norme e regolamenti per gli artigiani del settore, fornendo una struttura ufficiale per l’organizzazione della loro attività. Le congregazioni e corporazioni erano spesso soggette a regolamenti governativi e, in alcuni casi, a restrizioni sulla produzione e sui prezzi dei prodotti.

1800

primo

1900

Dal Chippendale al Design

Il termine “stile Chippendale” si riferisce a un raffinato stile di mobili e design d’interni nato in Inghilterra nel XVIII secolo, durante il regno di Giorgio III. Prende il nome da Thomas Chippendale, celebre ebanista e designer inglese dell’epoca. Lo stile Chippendale è considerato uno dei principali esempi di mobilio neoclassico.

Caratteristiche principali dello stile Chippendale

Eleganza e raffinatezza: I mobili Chippendale sono rinomati per le linee eleganti e i dettagli curati. Spesso presentano curve sinuose e ornamenti scolpiti o intagliati a mano.

Legno di alta qualità: Per la realizzazione dei mobili si utilizzano legni pregiati come mogano, ciliegio o noce, conferendo lucentezza e durabilità.

Intagli e decorazioni: Uno dei tratti distintivi dello stile Chippendale sono gli intagli elaborati, che possono rappresentare foglie, fiori, teste di animali o motivi orientali, riflettendo l’influenza delle mode cinesi del periodo.

Piedi a artiglio e palla: Tavoli, sedie e credenze spesso presentano i caratteristici piedi a artiglio e palla, simbolo di eleganza e maestria artigianale.

Schienali a tavole di violino: Molte sedie Chippendale hanno schienali curvi ispirati alla forma di una tavola di violino, un elemento estetico distintivo.

Dettagli gotici: Alcuni mobili incorporano elementi gotici, come archi ogivali o ornamenti tipici dello stile medievale, combinando diverse influenze artistiche.

Sedute imbottite: Le sedie Chippendale erano spesso imbottite e rivestite in tessuto o pelle, unendo comfort e bellezza.

L’influenza dello stile Chippendale

Lo stile Chippendale ha avuto un’enorme influenza nel design di mobili d’epoca e di alta qualità. Nel corso dei secoli, il design ha subito diverse reinterpretazioni e può variare in base al periodo e al paese di produzione. Oggi è ancora possibile trovare mobili ispirati allo stile Chippendale o repliche, apprezzate per la loro eleganza e l’eccellente maestria artigianale.

1830

Nasce la macchina da cucire

La storia della macchina da cucire rappresenta un viaggio affascinante attraverso l’innovazione tecnologica e l’evoluzione della produzione tessile.

I primi tentativi di automatizzazione (XVIII secolo)

I primi tentativi di automatizzare la cucitura risalgono al XVIII secolo. Nel 1755, il tedesco Charles Fredrick Wiesenthal ottenne il primo brevetto per una macchina da cucire. Tuttavia, la sua invenzione rimase una curiosità di laboratorio e non fu mai commercializzata.

L’idea di Charles Babbage

Nel 1790, il matematico inglese Charles Babbage progettò una macchina da cucire rudimentale chiamata “macchina differenziale per tessuti”. Anche questa invenzione rimase sulla carta e non venne mai realizzata.

I primi prototipi funzionanti

La vera rivoluzione arrivò nel XIX secolo. Nel 1830, il francese Barthelemy Thimonnier costruì una macchina capace di cucire punti semplici su tessuti leggeri. La sua fabbrica fu però distrutta dai sarti francesi, che temevano che la macchina potesse sostituire il lavoro manuale.

La macchina da cucire di Walter Hunt

Nel 1834, l’inventore statunitense Walter Hunt creò una macchina da cucire funzionante, con ago a occhiello e filo a doppia cucitura. Hunt non brevettò la sua invenzione, probabilmente per timore di causare disoccupazione, e la sua macchina rimase poco conosciuta.

Isaac Singer e la diffusione delle macchine da cucire

Il vero successo arrivò con Isaac Singer, che nel 1851 brevettò la macchina Singer Model 1, facile da usare e capace di produrre punti uniformi. Singer introdusse anche il concetto di vendita a rate, rendendo le macchine da cucire accessibili a un pubblico molto ampio e creando una delle prime forme di credito al consumo.

Innovazioni successive e concorrenza

Dopo Singer, numerosi inventori migliorarono e brevettarono nuove versioni della macchina da cucire. Comparvero modelli sia per uso domestico sia per uso industriale, aumentando notevolmente la disponibilità e la varietà dei prodotti.

Produzione di massa e impatto sulla moda

La produzione di massa di abbigliamento e tessuti divenne più veloce ed economica grazie alle macchine da cucire. Questo cambiò profondamente la moda, permettendo di realizzare abiti più elaborati e variati, accessibili a un numero maggiore di persone.

Evoluzione tecnologica nel XX secolo

Nel XX secolo le macchine da cucire continuarono a evolversi con nuove funzioni e tecnologie, come automazione e digitalizzazione. Oggi possono eseguire una vasta gamma di punti e operazioni complesse, rendendo il cucito più preciso e versatile che mai.

Sintesi

La storia della macchina da cucire testimonia l’importanza dell’innovazione tecnologica nella produzione tessile. Da semplici prototipi a dispositivi altamente sofisticati, le macchine da cucire hanno rivoluzionato il modo in cui i tessuti vengono trasformati in abiti e manufatti per l’arredamento.

12

04

1919

Nasce il design


La Bauhaus è stata una celebre scuola di design, arte e architettura attiva in Germania tra il 1919 e il 1933. Fondata da Walter Gropius a Weimar, la Bauhaus divenne un punto di riferimento per l’arte moderna e l’insegnamento delle discipline creative. Il termine “Bauhaus” significa “Casa delle Costruzioni” o “Scuola delle Arti e dei Mestieri” in tedesco.

Interdisciplinarità e collaborazione

La Bauhaus promuoveva un approccio interdisciplinare, incoraggiando gli studenti a sperimentare con diverse forme d’arte e design. Questo favorì la collaborazione tra artisti, designer, architetti e artigiani, creando un ambiente creativo unico.

Funzionalismo e praticità

La scuola enfatizzava la funzionalità e la razionalità nel design. L’obiettivo era realizzare oggetti e edifici non solo belli, ma anche pratici e funzionali, rispondendo alle esigenze della vita quotidiana.

Semplicità e minimalismo

Lo stile Bauhaus abbracciava il minimalismo, semplificando il design ed eliminando elementi superflui per ottenere forme pure ed essenziali.

Uso di materiali moderni

I designer della Bauhaus sperimentarono con materiali innovativi, come acciaio, vetro e cemento armato, sfruttando le nuove tecnologie e creando oggetti durevoli e moderni.

Geometria e astrazione

Forme geometriche e astratte erano elementi chiave del design Bauhaus, presenti sia nelle opere artistiche sia nell’architettura della scuola.

Insegnamento sperimentale

Gli insegnanti della Bauhaus, tra cui famosi artisti come Wassily Kandinsky, Paul Klee e Ludwig Mies van der Rohe, incoraggiavano l’apprendimento sperimentale e la ricerca personale, stimolando la creatività degli studenti.

Cultura della produzione industriale

La Bauhaus promuoveva la produzione industriale di oggetti d’arte e mobili, con l’obiettivo di rendere il design accessibile a un pubblico più ampio. Questa filosofia contribuì a diffondere il design moderno in modo pratico ed economico.

Impatto sulla storia del design

Nonostante la sua breve esistenza, la Bauhaus ha avuto un’influenza enorme sul design moderno, sull’architettura e sull’arredamento d’interni. Il suo stile pulito, funzionale e minimale è ancora oggi apprezzato e continua a ispirare designer contemporanei in tutto il mondo.

Fonti della ricerca

Nuovo titolo

Fonti ricerca storica:

libri: 

Storia del

Dictionnarie Du Tapissier critique e historique de l'ameublement Francais, Gli arazzi del CardinaleTemi Editrice, Mobile Carlo Enrico Rava Gorlich Editore, La tappezzeria in Europa dal Medioevo al 1925, Gruppo editoriale Fabbri ,Arredi dell'ottocento Il mobile borghese in Italia  Banca Popolare Emilia, Atlante storia del tessuto (Tamara Boccherini Paola Mirabelli, edito da Maria Cristina de Montemayor,  Museo tessut. o di Prato Edizioni Museo tessuto Prato, Tessuti d'arte Europei Epoca Luigi XV Gorlich editore, Textilpedia Fashionary International LTD, Il tessuto Art Nouveau Giovanni e Rosalia Fanelli Editore Cantini, Seta e oro Arsenale Editrice, Luisa Mattiussi Il sapere e l'incanto della tessitura a cura di Carmen Romeo, Cotoni stampati e Mezzari dalle Indie all'Europa Margherita Bellezza Rosina  Maria Cataldi Gallo editore Sagep,Tecnica e arte della tappezzeria Editore Zanetti.

Web: Wikipedia - Treccani -


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