Collezione pezzi unici

Quando il Mestiere diventa creazione

Ci sono lavori che nascono da una richiesta e altri che nascono da un’idea.

La Collezione Pezzi Unici raccoglie manufatti nati nel tempo dal desiderio di sperimentare, osservare i materiali e mettere alla prova tecniche e conoscenze acquisite attraverso il mestiere.

Ogni pezzo parte da un pensiero e prende forma attraverso il lavoro delle mani: tessuti, imbottiture, legno e materiali diversi vengono accostati, trasformati o recuperati per dare vita a qualcosa che prima non esisteva.

In queste creazioni convivono esperienza e curiosità, memoria e ricerca. A volte lo spunto arriva dalla storia del mobile e della tappezzeria, altre volte da un materiale, da una forma o da un incontro con altri artigiani e professionisti.

Non sono oggetti pensati per una produzione in serie, ma pezzi unici, realizzati come espressione libera del mio essere tappezziere artigiano.


LE CREAZIONI

Ogni manufatto ha una propria storia: un’idea iniziale, una ricerca sui materiali e un percorso di lavorazione che ne hanno determinato forma e carattere.

Enatis

Enatis, dal latino intreccio, nasce dalla reinterpretazione di una coppia di sedie Chiavarine dallo schienale alto.

La struttura originale conserva le linee leggere e affusolate tipiche della tradizione di Chiavari. L’intreccio in paglia delle sedute, ormai non più recuperabile, è stato sostituito con un nuovo intreccio in pelle, pensato per dialogare con la forma della sedia senza snaturarne il carattere.

Il risultato è un intervento che parte dal rispetto dell’oggetto esistente e introduce un materiale diverso, trasformando una necessità di recupero in un’occasione di ricerca.

Enatis è l’incontro tra memoria e reinterpretazione: la struttura rimane riconoscibile, mentre il nuovo intreccio le dà una presenza contemporanea.

Fifì

Fifì, che nel dialetto veneziano significa farfalla, nasce dal desiderio di unire due materiali che accompagnano il mio lavoro:

il legno e il tessuto.

L’idea prende forma nel papillon, un piccolo accessorio dalla forma essenziale che diventa terreno di sperimentazione artigianale.   

 La parte in legno è lavorata a mano e rifinita con cere e oli naturali, mentre i tessuti artistici Fortuny vengono applicati e rifiniti con accurate cuciture a mano.

Ogni Fifì è realizzato artigianalmente in quantità limitata e numerata. Le caratteristiche del legno, il disegno del tessuto e la lavorazione manuale fanno sì che, anche quando due esemplari possono apparire simili, non siano mai identici.

È un piccolo manufatto nel quale ho voluto racchiudere molti anni di esperienza, ricerca e passione per il mestiere, portando materiali legati all’arredamento fuori dal loro contesto abituale e trasformandoli in qualcosa di nuovo.

RICHIEDI IL TUO FIFì

Vellum

Vellum nasce nell’ambito di Serie Unica, un progetto collaborativo ideato e coordinato da Federica Preto, nel quale nove artigiani sono stati chiamati a interpretare attraverso il proprio mestiere i nove siti UNESCO del Veneto.

Il mio lavoro racconta Venezia e alla sua laguna.

Da questa suggestione nascono due paraventi fonoassorbenti in cui il tessuto non svolge soltanto una funzione decorativa, ma diventa parte integrante della forma e della funzione dell’oggetto.

Colori, materiali e lavorazione richiamano l’atmosfera veneziana, mentre la struttura del paravento contribuisce a migliorare il comfort acustico dell’ambiente.

Vellum rappresenta per me l’incontro tra tappezzeria, territorio e sperimentazione: un oggetto d’arredo nel quale le competenze del Mestiere vengono utilizzate per esplorare una funzione e un linguaggio nuovi.

1° Premio – sezione -design

 Arte in fiera 2023

Serie Unica | Craft Design Made in Veneto, progetto di cui Vellum fa parte, ha ricevuto il

1° Premio nella Sezione Design al 18° Premio Arte in Fiera Dolomiti, a Longarone.

Un riconoscimento che valorizza il lavoro condiviso del progetto e la capacità del sapere artigiano di confrontarsi con ricerca, design e nuove forme espressive.

I Hear

I Hear nasce dall’immagine delle foglie che ondeggiano e vengono trasportate dal vento autunnale.

È un invito a fermarsi per un momento e ascoltare: il silenzio, il bosco, ciò che ci circonda e, forse, anche noi stessi. Un’esperienza che passa non soltanto attraverso lo sguardo, ma anche attraverso il tatto, accarezzando la superficie morbida del velluto di seta.

La poltroncina è realizzata su una struttura in legno massello, con una sospensione tradizionale a molle legate a mano. Il rivestimento in velluto, arricchito da un ricamo digitale, viene interpretato attraverso un particolare studio del taglio e della disposizione del tessuto.

Tecniche tradizionali e lavorazioni contemporanee convivono così nello stesso manufatto.

I Hear è una riflessione sull’ascolto e sulla percezione: una poltroncina nella quale forma, tessuto e lavoro artigianale cercano di restituire una sensazione prima ancora che una funzione.


Tribus

Tribus nasce dall’osservazione di una vecchia seggiola da mungitura a tre piedi, un oggetto semplice e funzionale legato alla vita e al lavoro contadino di un tempo.

Da quella forma essenziale è nata l’idea di realizzare una nuova seduta, mantenendone il carattere riconoscibile ma reinterpretandone linee, proporzioni e colori.

Particolare attenzione è stata dedicata alle inclinazioni del sedile e dello schienale, studiate per rendere confortevole una struttura apparentemente semplice e minimale.

Tribus è un piccolo esercizio di memoria e reinterpretazione: guardare a un oggetto del passato, comprenderne la funzione e utilizzarne l’idea per creare qualcosa di nuovo.


Filium

Filium nasce da una riflessione sulla vita, immaginata come un filo che attraversa il tempo e accompagna il nostro percorso.

Un filo arancione parte dalla terra, percorre la poltrona e ritorna alla terra: un segno continuo che racconta il nostro essere, le origini, il cammino e ciò che lasciamo dietro di noi.

La struttura prende spunto dalla classica bergère, reinterpretata nelle proporzioni e soprattutto nello schienale, al quale è stata data maggiore presenza. Il rivestimento è un velluto grigio profondo, morbido e mutevole alla luce e al passaggio della mano, attraversato dal filo arancione realizzato in tessuto scamosciato.

Il cuscino con i volti ricamati completa il racconto e rende visibile il legame tra vita, maternità e continuità.

Filium è un filo che unisce materia e memoria: parte dalla terra, attraversa l’uomo e il suo tempo, per tornare infine là da dove tutto ha avuto origine, la terra.

Paravento

DALL'OPERA AL TESSUTO

Questo paravento tessile nasce dalla collaborazione con il Maestro Dino De Simone e con la galleria Fiber Art And di Gabriella Anedi, a Milano.

La sfida era trasformare un’opera grafica di De Simone, ispirata al paesaggio del Monferrato, in un manufatto tessile, cercando di conservarne l’espressività attraverso un materiale e un linguaggio completamente diversi. Il tessuto diventa così il mezzo attraverso il quale colori, forme e suggestioni dell’opera originale vengono trasferiti sulla superficie del paravento.

Il progetto fa parte di un percorso di collaborazione che ha portato alla trasposizione in tessuto dell'opera del Maestro: attraverso il ricamo digitale e alla composizione tessile per la realizzazione del paravento.

L' opera è stata successivamente esposta  nell’ambito delle Mostre Internazionali del Ricamo e inserite nel relativo catalogo.

Questo lavoro rappresenta per me il valore dell’incontro tra competenze diverse: l’artista affida la propria opera all’artigiano e il Mestiere diventa lo strumento attraverso il quale interpretarla in una nuova materia.

Yellow

Nasce dal recupero di una coppia di sedie degli anni Sessanta, dalle linee semplici e decise, alle quali ho voluto dare una nuova identità senza cancellarne il carattere originale.

La struttura in legno è stata valorizzata attraverso il colore giallo, scelto per sottolinearne le forme e dare nuova energia alle sedute. Per il rivestimento ho accostato un tessuto pied-de-poule azzurro a un velluto, mettendo in relazione colori, superfici e consistenze differenti. Un profilo giallo accompagna l’incontro tra i due tessuti e richiama il colore della struttura. Il recupero diventa così qualcosa di più di un semplice rifacimento: è l’occasione per osservare un oggetto esistente, conservarne ciò che merita di rimanere e intervenire con libertà attraverso materiali e colore.

Yellow racconta una seconda vita: due sedie nate in un’altra epoca che continuano il loro percorso con un carattere nuovo.

Silk

Silk nasce dal recupero di due sedie Chiavarine e dal desiderio di mettere in relazione la leggerezza della loro struttura con la forza espressiva del tessuto. Per il rivestimento ho scelto seta e velluto, accostati attraverso una bicromia che parte dalla seduta e continua oltre i suoi confini. Il tessuto raggiunge lo schienale e prosegue lungo una delle gambe, quasi volesse uscire dalla parte imbottita per entrare nella struttura stessa della sedia.

Un intervento volutamente evidente, nel quale il rivestimento non serve soltanto a completare la seduta, ma diventa parte del disegno dell’oggetto.

Silk nasce dal dialogo tra struttura e tessuto: la forma originale della Chiavarina rimane riconoscibile, mentre colore e materia introducono un movimento nuovo.

Il sofà delle muse

DALL'IDEA DEGLI STUDENTI AL SAPERE DEGLI ARTIGIANI

ll Sofà delle Muse nasce come progetto educativo sviluppato in collaborazione con il Liceo Artistico A. Canova di Forlì.

Due classi di studenti sono state chiamate a ideare manufatti di tappezzeria ispirandosi alle opere di Antonio Canova. I progetti selezionati sono poi passati dalle idee e dai disegni degli studenti alle mani dei tappezzieri della Consociazione Italiana Tappezzieri Arredatori (C.I.T.A.), che li hanno trasformati in oggetti reali.

Il progetto, realizzato con il supporto del Fondo Plastico e della Consociazione C.I.T.A., ha creato un incontro tra formazione artistica e Mestiere: da una parte lo sguardo e la creatività dei giovani, dall’altra l’esperienza necessaria per interpretare un progetto e renderlo concretamente realizzabile.

Insieme al team A.P.E., ho partecipato alla realizzazione di quattro manufatti:

Dormeuse
Una seduta rivestita in tessuto bianco e organza azzurra, nella quale materiali leggeri e trasparenze accompagnano la forma del progetto.

Tendaggio
Un tendaggio dipinto utilizzando colorazioni vegetali, dove il tessuto diventa superficie espressiva oltre che elemento d'arredo.

Cuscino
Un cuscino realizzato con imbottitura in kapok e rivestimento in velluto di poliestere.

Seduta a rulli
Una seduta costruita attraverso una composizione di elementi cilindrici, trasformando il progetto degli studenti in una struttura imbottita realmente utilizzabile.

Il Sofà delle Muse racconta soprattutto il valore della trasmissione del mestiere: idee nate tra i banchi di una scuola hanno incontrato l’esperienza degli artigiani e, attraverso il lavoro delle mani, sono diventate oggetti.

Purple

Purple nasce dall’incontro tra due passioni e due modi diversi di raccontare.

La sedia è stata realizzata per un amico videomaker che, affidandomi il progetto, mi ha lasciato una sola indicazione:  “Racconta tu, con la tua passione, la mia.”

Da questa libertà è nata una sfida particolarmente interessante: interpretare attraverso il mio mestiere il suo lavoro, fatto di immagini, movimento e racconto.

I colori scelti richiamano il suo mondo, mentre una pellicola cinematografica attraversa la seduta, diventando il filo visivo dell’intero progetto. Un elemento legato alla storia dell’immagine che entra nella materia e nella costruzione della sedia, trasformandosi in parte del suo carattere.

Purple racconta così l’incontro tra due mestieri: quello di chi costruisce storie attraverso le immagini e quello di chi prova a dare loro forma attraverso materiali, tessuti e lavoro artigianale.


Il pezzo unico


Scrivere con la materia


Ogni creazione di questa collezione nasce da un percorso diverso: a volte dal recupero di un oggetto, altre dall’incontro con un materiale, da una ricerca, da una collaborazione o semplicemente da un’intuizione.

Ciò che le accomuna è il modo di lavorare: osservare, sperimentare e utilizzare l’esperienza del mestiere per dare forma a qualcosa di nuovo.

Il pezzo unico non è per me soltanto un oggetto che non si ripete. È soprattutto il risultato di un processo nel quale idea, materia e lavoro manuale crescono insieme, lasciando spazio anche a ciò che si scopre durante la realizzazione.


UN'IDEA PUÒ DIVENTARE UN PEZZO UNICO

La collezione racconta ciò che ho realizzato nel tempo, ma ogni nuovo progetto può partire da una storia diversa.

Se hai un oggetto da reinterpretare, un materiale particolare, un’idea da sviluppare o semplicemente vuoi conoscere meglio una delle mie creazioni, possiamo parlarne insieme.