Guida ai tessili e glossario della tappezzeria
Conoscere i materiali aiuta a scegliere meglio
Dietro ogni tessuto c'è molto più di un colore o di un disegno.
Fibre, filati, armature, lavorazioni e finissaggi ne determinano l'aspetto, il tatto, la resistenza e il comportamento nel tempo.
Nel mondo dell'arredamento conoscere queste caratteristiche è importante per scegliere un tessuto non soltanto perché piace, ma perché è realmente adatto all'utilizzo che dovrà avere.
Un rivestimento per un divano, un velluto decorativo, un tessuto per tendaggio o un materiale destinato a un uso intenso possono richiedere caratteristiche molto diverse.
Ho raccolto in questa guida termini, materiali e lavorazioni che fanno parte del mio mestiere, con l'obiettivo di aiutarti a conoscere un po' meglio il mondo della tappezzeria e dei tessili d'arredamento.
Perché conoscere un materiale è il primo passo per utilizzarlo bene.
Non esiste il tessuto migliore
Esiste quello giusto
La scelta di un tessuto non dovrebbe fermarsi al colore, al disegno o alla sensazione che trasmette al primo sguardo.
Un tessuto deve essere scelto pensando soprattutto a dove verrà utilizzato e a come verrà vissuto ogni giorno. Rivestire una poltrona utilizzata occasionalmente è diverso dal rivestire il divano su cui si riunisce quotidianamente tutta la famiglia. Così come scegliere un tessuto per una tenda decorativa è diverso dal selezionarlo per una schermatura esposta ogni giorno alla luce.
Per questo, prima di scegliere, considero diversi aspetti:
01
DESTINAZIONE D'USO
Dove verrà utilizzato il tessuto e con quale frequenza.
02
RESISTENZA
La capacità del materiale di sopportare l'utilizzo previsto e mantenere nel tempo le proprie caratteristiche.
COMPOSIZIONE
Fibre naturali, artificiali e sintetiche possono offrire caratteristiche e comportamenti differenti.
03
MANUTENZIONE
Un tessuto deve essere scelto considerando anche come potrà essere pulito e mantenuto nel tempo.
04
ESTETICA E TATTO
Colore, trama, morbidezza e presenza del materiale devono armonizzarsi con l'ambiente e con il risultato che si vuole ottenere.
La scelta migliore nasce dall'equilibrio tra tutti questi elementi.
Perché un bel tessuto deve piacere oggi, ma deve essere
quello giusto anche domani.
Conoscere i tessuti
Ogni tessuto ha una propria identità.
La fibra utilizzata è importante, ma il risultato finale dipende anche dal modo in cui i fili vengono intrecciati, dalla lavorazione, dal finissaggio e dalla destinazione per cui il tessuto è stato progettato.
Ecco alcune delle principali famiglie che incontriamo nel mondo dell'arredamento.
I Velluti
Morbidi al tatto e caratterizzati da una superficie con pelo, i velluti hanno una presenza estetica molto riconoscibile.
A seconda della fibra, della costruzione e della lavorazione possono essere utilizzati per divani, poltrone, sedute, testiere, complementi e tendaggi.
La loro superficie reagisce alla luce e al verso del pelo creando variazioni di tono che fanno parte del carattere stesso del materiale. Ci sono diversi tipi di velluto, tra cui il velluto di seta, il velluto di cotone e il velluto sintetico. Ogni tipo di velluto ha le sue caratteristiche uniche in termini di aspetto, lucentezza e sensazione al tatto.
In generale, il velluto è associato a un'estetica sofisticata e può essere utilizzato per aggiungere un tocco di lusso e eleganza a una varietà di prodotti.
I Tessuti ricamati
Nel tessuto ricamato il disegno viene realizzato aggiungendo fili alla superficie del materiale di base.
Il ricamo può essere discreto oppure diventare il vero protagonista del tessuto, creando motivi decorativi, rilievi e giochi materici.
Sono tessuti nei quali tecnica e decorazione si incontrano. I tessuti ricamati sono apprezzati per la loro bellezza artistica, la loro unicità e la loro capacità di aggiungere un tocco di eleganza e personalizzazione a una varietà di manufatti sia in arredamento che nell'abbigliamento.
I tessili da tendaggio
Una tenda non è soltanto un elemento decorativo.
Trasparenza, peso, caduta, trama e capacità di filtrare la luce determinano il modo in cui il tessuto dialoga con la finestra e con tutto l'ambiente.
Dai tessuti più leggeri e trasparenti fino ai materiali più strutturati e coprenti, ogni soluzione deve essere scelta considerando estetica, luce e funzione.
Il tessuto stampato
Nel tessuto stampato colore e disegno vengono applicati sulla superficie attraverso differenti tecniche di stampa.
Fiori, geometrie, motivi classici, disegni contemporanei o vere composizioni artistiche permettono di caratterizzare tende, sedute e complementi.
La qualità del risultato dipende non soltanto dal disegno, ma anche dal supporto tessile e dalla tecnica utilizzata.
Tessuti operati jacquard
Disegni, motivi e texture non vengono semplicemente stampati sulla superficie, ma possono essere creati direttamente attraverso l'intreccio dei fili.
Queste lavorazioni permettono di ottenere tessuti ricchi di profondità e particolarmente interessanti nell'arredamento classico e contemporaneo.
Tessuti tecnici e ad alte prestazioni
Accanto ai tessuti tradizionali esistono materiali progettati per rispondere a esigenze specifiche di utilizzo.
Resistenza all'usura, facilità di manutenzione, comportamento alla luce, utilizzo outdoor o particolari prestazioni tecniche possono diventare determinanti nella scelta.
Anche in questo caso, non è la singola caratteristica a rendere migliore un tessuto: è la sua adeguatezza all'utilizzo previsto.
GLOSSARIO DELLA TAPPEZZERIA E DEI TESSILI D'ARREDAMENTO
Le parole del Mestiere
Il mondo della tappezzeria utilizza termini che raccontano materiali, tecniche, lavorazioni e tradizioni sviluppate nel corso del tempo.
Alcuni appartengono alla tessitura, altri alla confezione dei tendaggi, all'imbottitura o alla lavorazione artigianale di divani e poltrone.
Conoscere queste parole significa comprendere meglio come nasce un tessuto, come viene lavorato e che cosa si nasconde dietro un lavoro di tappezzeria.
Ho raccolto questo glossario come strumento di conoscenza e consultazione per clienti, appassionati e professionisti che desiderano approfondire il mondo dei tessili d'arredamento.
A
ACCOPPIATO
Si definisce accoppiato un materiale ottenuto dall'unione di due o più strati con caratteristiche differenti, collegati mediante specifiche tecniche di lavorazione, come incollaggio, termoadesione o altri sistemi di accoppiatura.
Nel settore della tappezzeria gli accoppiati vengono utilizzati, ad esempio, nelle fodere interne degli imbottiti, dove un tessuto può essere unito a uno strato di materiale espanso ed eventualmente a un ulteriore supporto, o per creare effetti rombo o losanghe trapuntate.
L'accoppiatura permette di combinare caratteristiche diverse e ottenere materiali adatti a specifiche esigenze di comfort, struttura, protezione, estetica.
ACRILICO
L'acrilico è una fibra sintetica utilizzata in numerosi settori tessili, compreso l'arredamento.
A seconda della costruzione del tessuto e dei trattamenti applicati, può offrire buone caratteristiche di resistenza e stabilità del colore.
Particolari tessuti acrilici progettati per uso esterno trovano largo impiego nella realizzazione di cuscini, rivestimenti, tende da sole, ombrelloni e altri elementi outdoor.
È importante distinguere la fibra dalle prestazioni del tessuto finito: caratteristiche come resistenza ai raggi UV, idrorepellenza o utilizzo all'esterno devono essere verificate sulla specifica scheda tecnica del prodotto.
ALTEZZA DEL TESSUTO
L'altezza del tessuto indica la larghezza utile disponibile tra le due cimose e rappresenta una misura fondamentale per il calcolo del materiale necessario alla realizzazione di un lavoro.
Nei tessuti d'arredamento sono comuni diverse altezze, che possono variare in funzione della tipologia e della destinazione d'uso del prodotto.
Per rivestimenti e tappezzeria sono frequenti tessuti con altezza intorno ai 140 cm, mentre nel settore del tendaggio sono disponibili anche tessuti in grande altezza, spesso intorno ai 280–300 cm o superiori.
Conoscere l'altezza è fondamentale per stabilire come posizionare i pezzi, calcolare il metraggio e limitare gli sprechi di materiale.
Quando il tessuto presenta un motivo decorativo, l'altezza deve essere valutata insieme al rapporto, al verso e alla direzione del disegno.
Nel tendaggio, inoltre, alcuni tessuti in grande altezza possono essere lavorati utilizzando l'altezza del tessuto come sviluppo verticale della tenda, riducendo o evitando la necessità di giunzioni.
ARAZZO
L'arazzo è un manufatto tessile decorativo nel quale il disegno viene costruito direttamente durante la tessitura attraverso l'intreccio di ordito e trame colorate.
Tradizionalmente realizzato su telaio, può rappresentare figure, paesaggi, motivi ornamentali e scene narrative.
Gli arazzi hanno avuto per secoli una funzione sia decorativa sia pratica negli ambienti, contribuendo anche al rivestimento delle grandi superfici murarie.
Il termine è legato alla città francese di Arras, importante centro storico di produzione e commercio di questi manufatti.
Oggi l'arazzo continua a rappresentare una delle espressioni più riconoscibili dell'arte tessile, dove tecnica, materia e decorazione diventano un unico manufatto.
ARMATURA
L'armatura è lo schema secondo il quale i fili di ordito e di trama si intrecciano per formare un tessuto.
È uno degli elementi fondamentali della costruzione tessile e contribuisce a determinarne aspetto, struttura, compattezza, flessibilità e comportamento.
Le tre armature fondamentali sono:
TELA
È l'intreccio più semplice: i fili di trama passano alternativamente sopra e sotto i fili di ordito.
SAIA
L'intreccio produce il caratteristico andamento diagonale visibile sulla superficie di molti tessuti.
RASO
È caratterizzato da punti di legatura più distanziati e da fili flottanti più lunghi, che possono conferire alla superficie un aspetto particolarmente liscio e, a seconda del materiale, lucente.
Dalle variazioni e dalle combinazioni delle armature fondamentali nasce una vastissima gamma di costruzioni tessili.
Conoscere l'armatura significa iniziare a capire come è stato costruito un tessuto.
B
BALZA
La balza è una fascia di tessuto applicata o ripiegata come elemento decorativo o di finitura.
Nel settore dell'arredamento può essere utilizzata nella confezione di tende, mantovane, copriletti, cuscini e altri complementi tessili.
Può essere realizzata nello stesso tessuto del manufatto oppure con un materiale differente, creando contrasti di colore, disegno o consistenza.
BATISTA
La batista è un tessuto leggero, fine e compatto, tradizionalmente realizzato in lino o cotone e oggi prodotto anche con altre fibre.
È caratterizzata da una superficie regolare e da una mano leggera.
Nel settore tessile viene utilizzata soprattutto quando sono richieste leggerezza, finezza e trasparenza.
BATIK
Il batik è una tecnica decorativa di origine antica basata sulla tintura a riserva.
Le parti del tessuto che non devono assorbire il colore vengono protette, tradizionalmente mediante l'applicazione di cera. Il procedimento può essere ripetuto più volte per ottenere disegni e sovrapposizioni cromatiche.
Le caratteristiche irregolarità che possono formarsi durante la lavorazione fanno parte dell'identità estetica del batik e rendono ogni decorazione particolarmente riconoscibile.
BISSO
Tessuto finissimo e prezioso, il bisso è un termine di origine antica utilizzato storicamente per indicare una tela di lino particolarmente sottile, leggera e raffinata, molto apprezzata nelle civiltà del Mediterraneo.
Nel linguaggio tessile il termine ha mantenuto nel tempo il significato di tessuto molto fine e delicato, destinato a lavorazioni e manufatti di particolare pregio.
Da non confondere con il bisso marino, costituito dai sottili filamenti prodotti da alcuni molluschi bivalvi. In passato questi filamenti venivano lavorati per ottenere la cosiddetta seta marina, un materiale estremamente raro, morbido e dall’aspetto sericeo.
BOUCLÉ
Il bouclé prende il nome dall'aspetto caratteristico del filato o della superficie tessile, formato da piccoli anelli, riccioli e irregolarità.
Questa struttura conferisce al tessuto una superficie materica, morbida e tridimensionale.
Nel settore dell'arredamento il bouclé è utilizzato soprattutto per rivestire poltrone, divani, sedute, testiere e complementi imbottiti.
Aspetto e prestazioni possono variare considerevolmente in funzione delle fibre utilizzate, della costruzione e della densità del tessuto.
BOUILLONNÉ
Il termine bouillonné indica una lavorazione decorativa nella quale il tessuto viene raccolto e disposto in modo da creare un effetto morbido, gonfio e voluminoso.
È una tecnica utilizzata soprattutto nellaconfezione decorativa di tendaggi e drappeggi, dove il tessuto viene modellato attraverso arricciature e punti di fissaggio.
Il risultato dipende molto dalla mano, dal peso e dalla capacità di drappeggio del tessuto scelto.
BORLETTO
Il borletto è una lavorazione propria della tappezzeria tradizionale, utilizzata nella costruzione e nella modellatura delle imbottiture.
Consiste in una bordatura realizzata con materiale da imbottitura, tradizionalmente di origine vegetale, lavorato e cucito lungo il perimetro per contribuire a definire il profilo, sostenere la forma e preparare correttamente il bordo alle successive fasi di lavorazione.
La sua realizzazione richiede esperienza e manualità: il materiale viene distribuito, fissato e modellato progressivamente attraverso specifiche cuciture eseguite a mano, fino a ottenere un bordo regolare, compatto e ben definito.
Il borletto rappresenta una delle lavorazioni caratteristiche della tappezzeria tradizionale, nella quale la forma dell’imbottitura viene costruita direttamente dalla mano e dall’esperienza del tappezziere.
BROCCATO
Il broccato è un tessuto operato nel quale motivi decorativi complessi vengono ottenuti direttamente durante la tessitura attraverso l'impiego di trame supplementari.
Tradizionalmente può essere realizzato con seta e filati preziosi, anche metallici, mentre le produzioni contemporanee possono utilizzare composizioni molto diverse.
La superficie presenta generalmente disegni in rilievo o effetti decorativi che conferiscono al tessuto una forte presenza estetica.
Nell'arredamento viene utilizzato perrivestimenti, tendaggi e complementi decorativi, soprattutto quando il tessuto deve diventare parte importante del carattere dell'ambiente.
BROCCATELLO
Il broccatello è un tessuto operato tradizionalmente caratterizzato da motivi decorativi che emergono rispetto al fondo, creando un evidente effetto di rilievo.
Storicamente è stato utilizzato nell'arredamento e nella decorazione di interni per rivestimenti murali, sedute e tendaggi.
La particolare costruzione del tessuto permette di ottenere un contrasto tra fondo e disegno che ne accentua l'aspetto materico e decorativo.
Pur appartenendo alla grande famiglia dei tessuti operati, broccato e broccatello non sono sinonimi: differiscono per struttura e tecnica di costruzione.
C
CANAPA
La canapa è una fibra tessile naturale di origine vegetale, ricavata dal fusto della Cannabis sativa.
È una fibra caratterizzata da buona resistenza e robustezza e può essere utilizzata, da sola o in mischia con altre fibre, nella produzione di tessuti destinati anche all'arredamento.
Aspetto, mano e prestazioni del tessuto finale dipendono dalla lavorazione della fibra, dalla costruzione e dalle eventuali altre fibre presenti nella composizione.
CANNETÉ
Il canneté è un tessuto caratterizzato da evidenti coste o rilievi regolari, generalmente disposti in senso trasversale.
L'effetto è ottenuto attraverso una particolare costruzione tessile che crea sulla superficie una successione di nervature più o meno marcate.
A seconda delle fibre e della struttura può essere utilizzato nell'abbigliamento e nell'arredamento, dove la superficie rigata conferisce al tessuto un aspettoordinato, materico e riconoscibile.
CAPITONNÉ
Tecnica tradizionale di tappezzeria utilizzata nella lavorazione di divani, poltrone, testiere e altri elementi imbottiti. Si caratterizza per una trapuntatura profonda e regolare della superficie, che crea una successione di rilievi disposti generalmente a losanghe o, in alcune lavorazioni, a motivo geometrico regolare.
La lavorazione viene ottenuta modellando l’imbottitura e il rivestimento attraverso punti di fissaggio, spesso completati con bottoni rivestiti, che completano la lavorazione e ne definiscono il caratteristico disegno tridimensionale.
La realizzazione del capitonné richiede particolare precisione nella disposizione dei punti, nella formazione delle pieghe e nella tensione del rivestimento. Tradizionalmente eseguito a mano, rappresenta una delle lavorazioni più riconoscibili e raffinate della tappezzeria classica.
CARDATURA
La cardatura è una fase della lavorazione delle fibre tessili che serve a districare, pulire, pettinare e orientare le fibre, preparandole alle successive operazioni di produzione.
Nel mestiere tradizionale del tappezziere il concetto di cardatura riguarda anche la preparazione di alcuni materiali utilizzati nelle imbottiture, che devono essere opportunamente aperti e distribuiti prima della lavorazione.
Una corretta preparazione permette di ottenere una distribuzione più uniforme del materiale e facilita la successiva modellatura dell'imbottitura.
CINGHIA ELASTICA
Elemento utilizzato nella struttura di sostegno di sedute e schienali imbottiti. Le cinghie elastiche vengono fissate al telaio e generalmente intrecciate tra loro, creando una base flessibile sulla quale viene costruita l’imbottitura.
Sono realizzate con materiali elastici opportunamente rivestiti e possono avere differenti caratteristiche di elasticità e portanza, scelte in funzione del tipo di seduta e del comfort desiderato.
Nella tappezzeria moderna rappresentano uno dei sistemi più diffusi per il sostegno delle imbottiture, mentre nelle lavorazioni tradizionali possono essere utilizzati sistemi differenti, tra cui il molleggio con molle elicoidali.
La corretta scelta, disposizione e tensione delle cinghie contribuisce al comfort, al sostegno e al comportamento nel tempo della seduta.
CINIGLIA
La ciniglia può indicare sia un particolare filato sia il tessuto realizzato utilizzandolo.
Il filato presenta una superficie morbida e pelosa che conferisce al tessuto un aspetto vellutato e una particolare sensazione al tatto.
Nel settore dell'arredamento viene utilizzata per divani, poltrone, sedute, cuscini e altri complementi tessili.
Resistenza, mano e comportamento all'utilizzo dipendono dalla composizione del filato e dalla costruzione del tessuto.
CHINÉ
Tessuto caratterizzato da un particolare effetto decorativo dai contorni sfumati e leggermente irregolari, che conferisce al disegno un aspetto morbido e quasi acquerellato.
Tradizionalmente l’effetto chiné viene ottenuto colorando o stampando i fili dell’ordito prima della tessitura. Durante la successiva lavorazione sul telaio, i piccoli spostamenti dei fili producono la caratteristica sfumatura del disegno.
Storicamente associato soprattutto alla seta, il chiné può oggi essere realizzato anche con cotone, fibre artificiali, sintetiche o miste, riproducendo il caratteristico effetto sfumato.
Nell’arredamento è utilizzato per tendaggi, rivestimenti, cuscini e decorazioni tessili, ai quali conferisce un aspetto raffinato e ricercato.
COPTO
Con il termine tessuti copti si indicano manufatti tessili legati alla tradizione dell'Egitto tardo-antico e dei primi secoli dell'era cristiana.
Sono conosciuti soprattutto per le decorazioni realizzate attraverso tecniche di tessitura che permettevano di creare figure, motivi geometrici, vegetali e scene decorative.
I tessuti copti rappresentano un'importante testimonianza storica dell'evoluzione delle tecniche tessili e decorative.
CRINE ANIMALE
Il crine animale, tradizionalmente crine di cavallo, è un materiale utilizzato nelle imbottiture della tappezzeria tradizionale.
La sua naturale elasticità permette di ottenere un'imbottitura resiliente, capace di essere modellata e di mantenere nel tempo una buona capacità di recupero.
Il materiale viene opportunamente preparato, aperto e distribuito manualmente dal tappezziere per formare e modellare sedute, schienali e altre parti dell'imbottitura.
La quantità, la distribuzione e la lavorazione del crine contribuiscono direttamente alla forma, al sostegno e al comfort finale.
È uno dei materiali più rappresentativi delle tecniche tradizionali di tappezzeria.
CRINE VEGETALE
Con il termine crine vegetale, nella tradizione della tappezzeria, si indicano materiali fibrosi di origine vegetale utilizzati nella costruzione e nella modellatura delle imbottiture.
Possono essere impiegate fibre come lino, linaccio o altre fibre vegetali opportunamente lavorate, preparate in modo da ottenere un materiale adatto alla distribuzione e alla modellatura manuale.
Il crine vegetale viene utilizzato nelle diverse fasi della costruzione dell'imbottitura e trova impiego anche nella realizzazione del borletto, la bordatura tradizionale che contribuisce a formare e definire il profilo dell'imbottito.
Come per molti materiali della tappezzeria tradizionale, la qualità del risultato dipende non soltanto dal materiale utilizzato, ma soprattutto dalla preparazione, distribuzione e lavorazione eseguite dal tappezziere.
CUSCINO IN PIUMA CON ANIMA
Il cuscino in piuma con anima è un'imbottitura composta da una parte interna in schiuma espansa con funzione di sostegno, sovrapposto da uno strato tela pel -ovo a camere separate contenenti piuma o miscele di piuma e piumino.
Questa costruzione permette di combinare il sostegno dell'anima interna con la morbidezza e la capacità di adattamento della piuma.
Caratteristiche e comfort dipendono dalla costruzione del cuscino, dal materiale utilizzato per l'anima, dalla quantità e qualità della piuma e dalla distribuzione delle diverse camere.
Rispetto a un'imbottitura completamente in piuma, questa soluzione tende a offrire una forma più controllata e un sostegno maggiormente definito, mantenendo una superficie morbida e accogliente.
D
DAMASCO
Il damasco è un tessuto operato nel quale il disegno viene ottenuto direttamente attraverso la tessitura, sfruttando il diverso modo in cui la luce viene riflessa dalle superfici create dall'intreccio dei fili.
Tradizionalmente realizzato in seta, oggi può essere prodotto utilizzando fibre e composizioni differenti.
Una delle sue caratteristiche più riconoscibili è il contrasto tra fondo e motivo decorativo, che può variare visivamente a seconda della direzione della luce.
Nell'arredamento viene utilizzato per rivestimenti, tendaggi, pareti tessili e complementi decorativi, sia in ambienti classici sia in interpretazioni contemporanee.
Il damasco non deve essere confuso con il broccato: nel damasco il disegno nasce principalmente dalla struttura e dal gioco delle armature del tessuto, mentre nel broccato possono intervenire trame supplementari destinate alla decorazione.
DENSITà
Nell'ambito dei materiali da imbottitura, la densità indica la quantità di materia contenuta in un determinato volume ed è generalmente espressa in kg/m³.
Nel poliuretano espanso è uno dei parametri utilizzati per descrivere le caratteristiche del materiale, ma non indica direttamente la sua durezza o morbidezza.
Due poliuretani con densità simile possono infatti presentare portanze e comportamenti differenti.
Per valutare correttamente un materiale destinato all'imbottitura è quindi necessario considerare la densità insieme a portanza, elasticità, resilienza e destinazione d'uso.
Confondere densità e durezza può portare a una valutazione errata: sono caratteristiche differenti del materiale.
DÉVORÉ
Il dévoré, termine francese che significa letteralmente “divorato”, è una tecnica di finissaggio utilizzata su tessuti composti da fibre con diversa natura chimica.
Attraverso uno specifico trattamento, una parte delle fibre viene eliminata selettivamente, lasciando intatte le altre.
Si ottengono così disegni, trasparenze e contrasti tra zone piene e zone più leggere, particolarmente evidenti nei tessuti destinati alla decorazione.
Il dévoré viene utilizzato anche nell'arredamento, soprattutto per tendaggi e tessuti decorativi, dove l'interazione tra disegno e luce diventa parte importante dell'effetto estetico.
DRAPPEGGIO
Il drappeggio è il modo in cui un tessuto viene disposto, raccolto e modellato creando pieghe e cadute decorative.
Nel settore della tappezzeria e della decorazione d'interni viene utilizzato soprattutto nella realizzazione di tendaggi, mantovane e composizioni tessili decorative.
La riuscita di un drappeggio dipende dalle caratteristiche del tessuto: peso, mano, morbidezza, spessore e capacità di caduta influenzano direttamente la forma finale.
La realizzazione richiede una corretta valutazione delle proporzioni, della quantità di tessuto e dei punti di sostegno.
Un drappeggio ben realizzato non è semplicemente tessuto raccolto: è tessuto modellato nello spazio.
DRITTO FILO
Il diritto filo indica la direzione del tessuto parallela ai fili di ordito.
Rappresenta un riferimento fondamentale durante il posizionamento e il taglio del tessuto, perché rispettarne la direzione contribuisce a mantenere corretto il comportamento del materiale e l'allineamento del manufatto.
Nella tappezzeria è particolarmente importante controllare il diritto filo durante il taglio dei diversi elementi di un rivestimento, soprattutto in presenza di righe, motivi geometrici, pelo o disegni con una direzione definita.
Il diritto filo deve essere considerato insieme al verso del tessuto, al rapporto del disegno e alla disposizione dei pezzi prima del taglio.
E
ÉCRU
Il termine écru indica originariamente l'aspetto e il colore naturale di un materiale tessile non sottoposto a candeggio o tintura.
La tonalità può variare dal bianco caldo al beige chiaro in funzione della fibra, della lavorazione e dello stato del materiale.
Nel linguaggio contemporaneo dell'arredamento, écru viene utilizzato anche per identificare una gamma cromatica naturale e neutra, indipendentemente dal fatto che il tessuto sia effettivamente greggio o non tinto.
È quindi importante distinguere il significato tecnico originario dall'uso commerciale del termine come indicazione di colore.
ELASTAN
L'elastan è una fibra sintetica caratterizzata da un'elevata elasticità e dalla capacità di allungarsi recuperando successivamente gran parte della propria dimensione iniziale.
Viene generalmente utilizzato in percentuali limitate insieme ad altre fibre per conferire maggiore elasticità al tessuto.
Pur essendo molto diffuso nell'abbigliamento, può essere presente anche in alcuni tessuti destinati all'arredamento e ai rivestimenti, quando sono richieste particolari caratteristiche di elasticità e adattabilità.
La sua presenza nella composizione non determina da sola le prestazioni del tessuto, che dipendono dall'insieme delle fibre e dalla costruzione tessile.
EMBRASSE
Accessorio decorativo utilizzato per raccogliere e trattenere lateralmente i tendaggi, contribuendo a definirne la forma e il drappeggio.
Può essere realizzata in tessuto, cordone, passamaneria o altri materiali decorativi e assumere forme più semplici o particolarmente elaborate, in relazione allo stile della tenda e dell’ambiente.
Oltre alla funzione pratica di raccogliere il tessuto, l’embrasse rappresenta un elemento decorativo della confezione del tendaggio e può essere coordinata con bordure, cordoni, fiocchi e altre passamanerie.
ÉTAMINE
L'étamine è un tessuto leggero caratterizzato da una struttura relativamente aperta e da un aspetto trasparente o semitrasparente.
Può essere realizzato con fibre e composizioni differenti e presenta una superficie nella quale l'intreccio dei fili rimane chiaramente percepibile.
Nel settore dell'arredamento viene utilizzato soprattutto per tendaggi leggeri, quando si desidera filtrare la luce mantenendo luminosità e leggerezza visiva.
Peso, trasparenza, mano e caduta possono variare notevolmente in funzione della fibra e della costruzione del tessuto.
L'étamine permette alla luce di attraversare il tessuto senza rinunciare alla presenza materica della trama.
F
FELTRO
Il feltro è un materiale tessile non tessuto ottenuto attraverso l'aggregazione e la compattazione delle fibre, tradizionalmente di lana o di altri peli animali, sfruttandone la capacità di infeltrire.
A differenza di un tessuto tradizionale, non viene quindi costruito mediante l'intreccio di trama e ordito.
Oggi esistono feltri realizzati anche con fibre differenti e destinati a numerosi utilizzi.
Nel settore dell'arredamento e della tappezzeria può essere impiegato con funzioni tecniche, protettive, decorative o di supporto, a seconda delle caratteristiche del materiale.
FESTONE
Elemento decorativo utilizzato nella confezione dei tendaggi, ottenuto disponendo e modellando il tessuto in una forma morbida e arcuata, con una caratteristica ricaduta verso il centro.
Può essere realizzato singolarmente oppure attraverso una successione di festoni, creando composizioni più semplici o elaborate in relazione allo stile dell’ambiente e alle proporzioni della finestra.
La sua realizzazione richiede particolare attenzione al taglio, al drappeggio e alla distribuzione del tessuto, affinché le pieghe e le curvature risultino armoniose e regolari.
Tipico della decorazione classica, il festone può essere abbinato a code laterali, embrasse, frange e passamanerie per creare tendaggi di particolare ricchezza ed eleganza.
FIL COUPÉ
Il fil coupé, letteralmente “filo tagliato”, è una tecnica tessile utilizzata per creare motivi decorativi sulla superficie del tessuto.
Durante la tessitura vengono inseriti fili supplementari destinati alla formazione del disegno; nelle zone in cui non sono necessari, questi fili vengono successivamente tagliati e rimossi.
Il risultato è un tessuto nel quale il motivo può presentarsi leggermente in rilievo rispetto al fondo, con un aspetto raffinato e talvolta tridimensionale.
Nell'arredamento viene utilizzato soprattutto per tendaggi e tessuti decorativi.
FILATO
Il filato è un insieme continuo di fibre o filamenti opportunamente lavorati per poter essere utilizzati nella produzione tessile.
Può essere costituito da fibre naturali, artificiali, sintetiche oppure da mischie di materiali differenti.
Titolo, torsione, regolarità, struttura e composizione del filato contribuiscono a determinare aspetto, mano e comportamento del tessuto finale.
Esistono inoltre filati fantasia, come bouclé, ciniglia e altre costruzioni particolari, nei quali la struttura stessa del filato diventa un elemento estetico.
Anche il filato da cucitura svolge un ruolo importante nella realizzazione di un manufatto.
Titolo, composizione e caratteristiche tecniche del filo devono essere scelti in relazione al tipo di tessuto, alla lavorazione e alla destinazione d'uso.
La scelta del filato corretto contribuisce alla resistenza, alla qualità e alla durata delle cuciture.
FILETTO-CODA TOPO-BORDATURA RIVESTITA
Il filetto, comunemente chiamato anchecoda di topo, è una finitura utilizzata nella tappezzeria e nella confezione per definire e rifinire bordi, cuciture e profili.
È generalmente realizzato rivestendo un'anima interna con una striscia di tessuto, spesso tagliata in sbieco per permettere alla bordatura di seguire con maggiore precisione curve e sagomature.
Può essere confezionato nello stesso tessuto del rivestimento oppure in un materiale o colore differente, creando un elemento decorativo a contrasto.
Nella tappezzeria viene utilizzato frequentemente lungo i profili di cuscini, sedute, schienali, braccioli e altri elementi imbottiti.
Oltre alla funzione estetica, contribuisce a definire con precisione il profilo del manufatto e a valorizzarne la forma.
La regolarità del filetto e la precisione con cui segue curve, angoli e cuciture sono particolari che contribuiscono alla qualità della confezione.
FIOCCO
Fiocco di piuma è la parte più pregiata e morbida della piuma, elemento di imbottitura naturale costituito da un aggregato di barbe soffici, generalmente privo di calamo o rachide, impiegato singolarmente o in miscela con piumette e piume per creare ultimo strado di cuscini, schienali e imbottiture soffici di divani, poltrone e letti. Il fiocco proviene soprattutto dalle zone più morbide del piumaggio dell’animale, come petto, ventre, collo e parte inferiore delle ali. A differenza della piuma vera e propria, non possiede uno stelo rigido con barbe disposte lateralmente.
FLOCCATO
Il floccato è un materiale nel quale fibre tessili molto corte vengono applicate e fissate su una superficie di supporto, creando un effetto simile a un pelo corto e uniforme.
Il procedimento, chiamato floccaggio, permette di ottenere superfici morbide e dall'aspetto vellutato.
Nel settore dell'arredamento questa tecnica può essere utilizzata per rivestimenti, elementi decorativi e superfici tecniche, con caratteristiche differenti a seconda del supporto, delle fibre e del sistema di fissaggio.
FODERATURA
In tappezzeria, la foderatura è l’applicazione di un tessuto di rivestimento, detto fodera, sulla parte interna di un elemento imbottito, come una sedia, un divano o una poltrona, un tendaggio
Serve a proteggere l’imbottitura, o il tessuto e rifinire il manufatto e migliorarne l’aspetto estetico. Può essere realizzata con tessuti, tele o altri materiali, fissati tramite cuciture, o graffatura.
FRANGIA
La frangia è un elemento di finitura decorativa costituito da una successione di fili, cordoncini, fiocchi o altri elementi tessili liberi lungo uno dei bordi.
Nella tappezzeria e nella decorazione d'interni viene tradizionalmente utilizzata per rifinire tende, mantovane, cuscini, poltrone, divani e altri elementi imbottiti.
Può essere semplice oppure molto elaborata e realizzata utilizzando materiali, colori e lavorazioni differenti.
Fa parte della tradizione della passamaneria, nella quale la finitura non ha soltanto una funzione decorativa, ma contribuisce a definire il carattere del manufatto.
G
GABARDINE
La gabardine è un tessuto compatto e resistente, caratterizzato da una superficie nella quale è generalmente riconoscibile una fine diagonale.
Tradizionalmente realizzata in lana, può essere prodotta anche in cotone, fibre sintetiche o mischie.
La particolare struttura conferisce al tessuto un aspetto regolare e una buona compattezza.
È maggiormente conosciuta nel settore dell'abbigliamento, ma il termine appartiene alla terminologia tessile e può essere incontrato anche in materiali destinati ad altri utilizzi.
GARZA
La garza è un tessuto leggero e aperto, caratterizzato da una struttura che lascia spazi visibili tra i fili.
A seconda della tecnica di costruzione, della fibra e della densità può presentare caratteristiche molto differenti, da superfici estremamente leggere e trasparenti fino a strutture più consistenti.
Nel settore dell'arredamento le costruzioni a garza trovano applicazione soprattutto nei tendaggi leggeri e decorativi, dove trasparenza e passaggio della luce diventano parte del progetto.
GOBELIN
Con il termine gobelin si indicano comunemente tessuti decorativi operati caratterizzati da disegni complessi, spesso figurativi, floreali o ornamentali, che richiamano nell'aspetto gli arazzi.
Sono generalmente tessuti strutturati e caratterizzati dall'impiego di più colori nella costruzione del motivo.
Nel settore dell'arredamento vengono utilizzati per rivestimenti di sedute, poltrone, cuscini, complementi e pannelli decorativi.
Il termine deriva dalla tradizione della Manifattura dei Gobelins di Parigi, celebre per la produzione di arazzi; nell'uso commerciale moderno viene però utilizzato anche per indicare tessuti che ne richiamano l'effetto estetico e non necessariamente autentici arazzi Gobelins.
GREGGIO
Nel linguaggio tessile, greggio indica generalmente un materiale che non ha ancora subito alcune delle successive operazioni di nobilitazione, come candeggio, tintura o determinati finissaggi.
Un tessuto greggio può quindi conservare colore, aspetto e caratteristiche proprie della materia e delle prime fasi della lavorazione.
Il termine non identifica una specifica fibra: cotone, lino e altri materiali possono trovarsi allo stato greggio.
Non deve inoltre essere considerato automaticamente sinonimo di écru: i due termini possono essere utilizzati in contesti simili, ma greggio descrive soprattutto uno stato di lavorazione, mentre écru viene frequentemente utilizzato anche come denominazione cromatica.
GROS-GRAIN
Il gros-grain è un tessuto caratterizzato da evidenti coste trasversali, ottenute attraverso una costruzione nella quale la trama crea il tipico effetto rigato della superficie.
Tradizionalmente può essere realizzato con differenti fibre e viene prodotto anche sotto forma di nastro, facilmente riconoscibile per la sua struttura compatta e le caratteristiche nervature.
Nel settore della tappezzeria e della confezione può essere utilizzato come bordura, rinforzo o elemento decorativo, a seconda del tipo di lavorazione e del manufatto.
La struttura regolare e compatta lo rende particolarmente adatto quando si desidera ottenere una finitura tessile definita e precisa.
I
IKAT
L'ikat è una tecnica tessile nella quale il disegno viene creato tingendo a riserva i fili prima della tessitura.
Porzioni dei fili vengono protette durante le diverse fasi di tintura; successivamente i fili vengono disposti sul telaio e tessuti in modo che le zone colorate formino il motivo previsto.
A seconda della tecnica, la tintura può interessare i fili di ordito, di trama oppure entrambi.
Una delle caratteristiche più riconoscibili dell'ikat è il contorno leggermente sfumato o irregolare dei disegni, dovuto all'allineamento dei fili durante la tessitura.
È una tecnica antica presente in diverse culture tessili del mondo e continua a essere utilizzata e reinterpretata nei tessuti decorativi e d'arredamento.
IMBOTTITURA
L'imbottitura è l'insieme dei materiali e delle lavorazioni che, applicati a una struttura, permettono di costruire forma, sostegno e comfort di una seduta o di un elemento imbottito.
Nella tappezzeria tradizionale può essere realizzata attraverso una successione di materiali e lavorazioni eseguite manualmente, utilizzando, a seconda della costruzione, molle, cinghie, tele, crine animale, fibre vegetali e altri materiali.
Nella tappezzeria contemporanea vengono utilizzati anche poliuretani espansi, fibre sintetiche e materiali tecnici, spesso combinati tra loro per ottenere caratteristiche specifiche.
Realizzare un'imbottitura non significa semplicemente riempire uno spazio.
Il tappezziere deve valutare struttura, destinazione d'uso, forma e materiali, costruendo progressivamente i diversi strati fino a ottenere il risultato desiderato.
L'imbottitura è ciò che non si vede, ma determina gran parte di ciò che si sente quando ci si siede.
INTRECCIO
Nel linguaggio tessile, l'intreccio indica il modo in cui fili o altri elementi vengono incrociati e organizzati per costruire una superficie o una struttura.
Nel tessuto tradizionale l'intreccio tra ordito e trama è regolato dall'armatura, che determina il modo in cui i fili passano sopra e sotto gli altri.
Il termine può essere utilizzato anche in senso più ampio per descrivere strutture ottenute intrecciando fibre, nastri, corde o altri materiali.
Tipo e densità dell'intreccio contribuiscono a determinare aspetto, compattezza, flessibilità e comportamento del materiale.
JACQUARD
Jacquard è un termine che indica sia un particolare tipo di telaio per tessitura, sia la tecnica e il tessuto che ne deriva, caratterizzato dalla capacità di realizzare disegni complessi e decorativi direttamente durante la tessitura, anziché stamparli successivamente.
JUTA
Il tessuto in juta è un materiale tessile naturale, robusto e dall’aspetto rustico, ottenuto dalla fibra estratta dal fusto di piante del genere Corchorus (famiglia delle Malvacee), coltivate principalmente in Asia (India, Bangladesh, Cina)
L
LAMPASSO
Il lampasso è un tessuto operato di antica tradizione, caratterizzato da motivi decorativi complessi ottenuti attraverso una costruzione tessile articolata e l'impiego di più sistemi di fili.
Storicamente realizzato soprattutto in seta e talvolta arricchito con filati metallici, è stato utilizzato per tessuti di grande pregio destinati all'abbigliamento, all'arredamento e alla decorazione.
La sua struttura permette di ottenere disegni policromi e ricchi effetti decorativi, nei quali fondo e motivo possono essere costruiti attraverso intrecci differenti.
Nel settore dell'arredamento il lampasso appartiene alla tradizione dei grandi tessuti operati utilizzati per rivestimenti, tendaggi e decorazioni tessili di pregio.
LANA
La lana è una fibra tessile naturale di origine animale, tradizionalmente ottenuta dal vello della pecora.
La struttura della fibra le conferisce caratteristiche di elasticità, resilienza, isolamento termico e capacità di assorbire umidità, che ne hanno fatto uno dei materiali più importanti nella storia tessile.
A seconda della provenienza, della qualità della fibra, della filatura e della costruzione, i tessuti di lana possono presentare caratteristiche molto differenti.
Nel settore dell'arredamento viene utilizzata per rivestimenti, tendaggi, tappeti e tessuti decorativi, oltre che in applicazioni nelle quali sono richieste specifiche prestazioni.
Come per ogni fibra, le caratteristiche del prodotto finito dipendono non soltanto dalla materia prima, ma anche dalla costruzione e dai finissaggi del tessuto. “la lana è unico materiale naturale ignifugo.
LINO
Il lino è una fibra tessile naturale di origine vegetale ricavata dal cuore del fusto della pianta Linum usitatissimum.
È una delle fibre più antiche utilizzate dall'uomo e si distingue per resistenza, freschezza e aspetto naturalmente irregolare.
Le caratteristiche variazioni di spessore del filato e le piccole irregolarità visibili sulla superficie possono far parte dell'identità stessa del tessuto e non devono necessariamente essere considerate difetti.
Nell'arredamento il lino viene utilizzato per tendaggi, rivestimenti, cuscini e complementi tessili, sia puro sia in mischia con altre fibre.
Il suo comportamento varia in funzione della costruzione e del finissaggio: per questo la sola indicazione “100% lino” non è sufficiente per determinare automaticamente utilizzo e modalità di manutenzione.
LINACCIO
Il linaccio è un materiale fibroso derivato dal fusto del lino, costituito dalle fibre più corte e meno regolari separate dalle fibre lunghe di maggiore pregio durante le operazioni di preparazione.
Pur avendo caratteristiche differenti rispetto al lino lungo destinato alle filature più fini, rappresenta un materiale storicamente utilizzato in diversi ambiti tessili e artigianali.
Nella tappezzeria tradizionale può trovare impiego come materiale fibroso nelle lavorazioni delle imbottiture, dove viene preparato e distribuito manualmente dal tappezziere.
È uno dei materiali che possono rientrare nella categoria tradizionalmente indicata come crine vegetale.
M
MACRAMÈ
Il macramè è una tecnica tessile basata sull'annodatura dei fili, realizzata senza ricorrere alla tradizionale tessitura con trama e ordito.
Attraverso differenti tipi di nodo si possono creare motivi geometrici, trafori, frange e superfici decorative anche molto elaborate.
Nel settore dell'arredamento trova applicazione nella realizzazione di tende, pannelli decorativi, bordure e complementi tessili, sia nelle lavorazioni tradizionali sia nelle interpretazioni contemporanee.
MANTOVANA
La mantovana è un elemento decorativo collocato nella parte superiore di una tenda.
Può avere funzione estetica e, a seconda della realizzazione, contribuire a nascondere binari, sistemi di scorrimento o altri elementi tecnici del tendaggio.
Può essere costruita in molte forme: tesa, pieghettata, sagomata, drappeggiata o realizzata attraverso composizioni più elaborate.
Proporzioni, tessuto e confezione devono essere studiati in rapporto alla finestra, all'altezza dell'ambiente e al tipo di tendaggio.
Nella confezione tradizionale, la mantovana rappresenta uno degli elementi nei quali tecnica sartoriale e decorazione d'interni si incontrano.
MAREZZATO-MOIRE'
Tessuto caratterizzato da un particolare effetto visivo formato da ondulazioni e venature irregolari che ricordano i riflessi e le increspature dell’acqua. La superficie assume così un aspetto cangiante e luminoso, che varia con l’incidenza della luce.
L’effetto moiré può essere ottenuto attraverso specifici procedimenti di finissaggio, tradizionalmente mediante pressione e calandratura del tessuto, che modificano in modo controllato la disposizione superficiale dei fili creando il caratteristico disegno marezzato.
Storicamente associato a tessuti raffinati, in particolare quelli di seta, il moiré trova impiego nell’arredamento di pregio per tendaggi, rivestimenti e dettagli decorativi, ai quali conferisce profondità, movimento ed eleganza.
MARQUISSETTE
La marquisette è un tipo di tessuto leggero e trasparente, solitamente
realizzato in cotone o in una miscela di cotone e fibre sintetiche. Ha una
trama fine e un aspetto delicato, ed è spesso utilizzata per abbigliamento
estivo o per realizzare tende, poiché lascia passare la luce pur
mantenendo una certa privacy. La marquisette ha una trama a rete o
semi-trasparente, che le conferisce leggerezza e fluidità. È un tessuto
ideale per la stagione estiva, in quanto permette alla pelle di respirare
mantenendo freschezza e comfort. È molto popolare per le tende,
soprattutto quelle da finestra, poiché offre una buona diffusione della
luce.
Può anche essere impiegata per creare elementi decorativi o accessori,
come tovaglioli o copriletti leggeri
MEZZARI
.I mezzari o mezzeri sono grandi teli quadrati in cotone o lino, riccamente stampati a mano con motivi floreali e
ad albero (il più celebre è l’Albero della vita), originari della tradizione ligure e di influenza indiana.
MICROFIBRA
Fibra tessile estremamente fine, caratterizzata da dimensioni molto inferiori rispetto a quelle delle fibre tradizionali. Il termine microfibra non identifica quindi una specifica composizione, ma una particolare finezza della fibra.
Le microfibre utilizzate nei tessuti sono comunemente realizzate in poliestere, poliammide o loro combinazioni. La loro estrema finezza permette di ottenere tessuti dalla superficie uniforme, morbida e piacevole al tatto.
Nell’arredamento la microfibra è particolarmente apprezzata per rivestimenti di divani, poltrone e sedute. Le caratteristiche di resistenza, manutenzione e comportamento all’uso dipendono comunque dalla composizione, dalla costruzione e dal finissaggio dello specifico tessuto.
MARTINDALE
Metodo di prova utilizzato per valutare la resistenza all’abrasione di un tessuto. Durante il test, un campione viene sottoposto a sfregamenti ripetuti e controllati mediante un’apposita apparecchiatura, fino al raggiungimento dei criteri previsti dalla prova.
Il risultato, comunemente espresso attraverso il numero di cicli Martindale, fornisce un’indicazione utile sulla resistenza del tessuto all’usura provocata dallo sfregamento.
Nella tappezzeria questo valore contribuisce a valutare l’idoneità di un tessuto in relazione all’intensità d’uso prevista. Un numero maggiore di cicli indica una maggiore resistenza all’abrasione nelle specifiche condizioni di prova.
Il valore Martindale non deve tuttavia essere considerato, da solo, come indice della qualità complessiva o della durata di un tessuto. Composizione, struttura, finissaggio, resistenza delle cuciture, pilling, solidità del colore, manutenzione e modalità d’impiego contribuiscono al comportamento finale del rivestimento.
MOLLA BICONICA
La molla biconica è una molla metallica utilizzata nella costruzione tradizionale delle sedute imbottite.
La sua forma presenta un diametro maggiore alle estremità e più stretto nella zona centrale, da cui deriva la denominazione biconica.
Le molle vengono fissate alla struttura e legate manualmente tra loro secondo una disposizione e una tensione adeguate alla forma e alla funzione della seduta.
La legatura permette al tappezziere di controllarne posizione, altezza e comportamento, creando la base elastica sulla quale vengono costruiti i successivi strati dell'imbottitura.
È uno degli elementi più rappresentativi della tappezzeria tradizionale a molle.
MOQUETTE
La moquette è un rivestimento tessile destinato principalmente alla pavimentazione, realizzato con differenti fibre, strutture e sistemi produttivi.
Può essere prodotta con pelo tagliato, ad anello o attraverso altre costruzioni, e può presentare caratteristiche molto diverse in funzione della destinazione d'uso.
Oltre all'aspetto decorativo, contribuisce al comfort acustico e alla sensazione di morbidezza dell'ambiente.
Resistenza all'usura, comportamento al fuoco, manutenzione e idoneità all'ambiente devono essere valutati attraverso le specifiche caratteristiche tecniche del prodotto.
O
ORGANZA
L'organza è un tessuto leggero, sottile e trasparente, caratterizzato generalmente da una mano piuttosto sostenuta e da un aspetto luminoso.
Tradizionalmente realizzata in seta, oggi viene prodotta anche con fibre sintetiche e altre composizioni.
La particolare struttura permette di ottenere trasparenza mantenendo una certa consistenza e capacità di forma.
Nel settore dell'arredamento viene utilizzata soprattutto per tendaggi e applicazioni decorative, quando si desidera lavorare con la luce mantenendo una presenza tessile leggera ma definita.
ORDITO
L'ordito è l'insieme dei fili disposti longitudinalmente sul telaio e mantenuti in tensione durante la tessitura.
Costituisce, insieme alla trama, uno dei due sistemi fondamentali di fili con cui viene costruito un tessuto tradizionale.
Durante la tessitura i fili di trama attraversano quelli di ordito secondo lo schema stabilito dall'armatura.
Numero, densità, titolo, materiale e disposizione dei fili di ordito contribuiscono a determinare struttura e caratteristiche del tessuto.
Comprendere la relazione tra ordito, trama e armatura significa comprendere il principio fondamentale con cui nasce un tessuto.
P
PASSAMANERIA
La passamaneria comprende un insieme di elementi tessili utilizzati per rifinire, decorare e valorizzare manufatti di tappezzeria e tendaggi.
Ne fanno parte, a seconda delle lavorazioni, cordoni, galloni, frange, embrasse, bordure, fiocchi e altri elementi decorativi.
Nella tappezzeria tradizionale la passamaneria può essere utilizzata anche per rifinire punti di giunzione, bordi o sistemi di fissaggio del rivestimento, trasformando un elemento funzionale in parte della decorazione.
Materiali, dimensioni e colori vengono scelti in relazione al tessuto e allo stile dell'arredo.
PILLING
Il pilling è la formazione sulla superficie di un tessuto di piccoli agglomerati di fibre, comunemente chiamati pallini.
Si verifica quando, attraverso l'uso e lo sfregamento, alcune fibre fuoriescono dalla superficie, si aggrovigliano e formano piccole masse.
La tendenza al pilling dipende da numerosi fattori, tra cui tipo di fibra, lunghezza delle fibre, filato, costruzione e finissaggio del tessuto.
La resistenza al pilling può essere valutata attraverso specifiche prove di laboratorio e costituisce uno dei dati da considerare nella scelta di un tessuto da rivestimento.
PIUMA
La piuma è un materiale naturale di origine animale utilizzato anche nella realizzazione di imbottiture per cuscini, sedute e schienali.
È costituita da una struttura centrale, il calamo, dalla quale si sviluppano le barbe della piuma.
A seconda della provenienza, della selezione, delle dimensioni e della lavorazione, le piume possono presentare caratteristiche differenti di elasticità, sostegno e morbidezza.
Nelle imbottiture vengono spesso utilizzate in miscele appositamente studiate oppure combinate con altri materiali per ottenere il comportamento desiderato.
La semplice indicazione “imbottitura in piuma” non descrive quindi completamente la qualità e le caratteristiche del prodotto: è importante conoscere composizione e tipologia del materiale utilizzato.
PIUMINO
Il piumino è il rivestimento soffice e leggero presente sotto le piume esterne di alcuni uccelli acquatici.
A differenza della piuma, non presenta un calamo rigido sviluppato, ma una struttura tridimensionale molto morbida formata da sottili filamenti che si diramano da un piccolo nucleo centrale.
Questa particolare conformazione gli conferisce grande leggerezza, morbidezza e capacità di trattenere aria.
Nelle imbottiture può essere utilizzato in differenti percentuali insieme alla piuma, modificando sensibilmente la morbidezza e il comportamento del manufatto.
Per questo la percentuale di piumino presente nella composizione è un dato importante nella valutazione di un'imbottitura.
FIOCCO DI PIUMA
Con fiocco di piuma si indicano generalmente piccole piume morbide e leggere selezionate per essere utilizzate come materiale da imbottitura.
Rispetto alle piume di dimensioni maggiori, presentano una struttura più fine e contribuiscono a ottenere un'imbottitura morbida e facilmente modellabile.
Possono essere utilizzate da sole o, più frequentemente, in combinazione con piume, piumino o altri materiali, a seconda delle caratteristiche di comfort e sostegno desiderate.
La qualità dell'imbottitura dipende dallaselezione, composizione e proporzione dei diversi materiali, non semplicemente dalla presenza della piuma.
PLISE'
Tessuto con pieghe regolari fissate col calore. Usato per tende moderne e voluminose.
PIQUÉ
Il piqué identifica una famiglia di tessuti caratterizzati da una superficie con piccoli rilievi, motivi geometrici o effetti tridimensionali ottenuti attraverso la costruzione tessile.
Può essere realizzato con fibre e strutture differenti.
Il particolare effetto superficiale conferisce al tessuto matericità e movimento, distinguendolo da una superficie completamente liscia.
Le caratteristiche e gli utilizzi dipendono dalla composizione, dal peso e dalla specifica costruzione del tessuto.
POLIESTERE
Il poliestere è una fibra sintetica ampiamente utilizzata nella produzione tessile contemporanea.
Nel settore dell'arredamento può essere impiegato da solo oppure in mischia con fibre naturali, artificiali o altre fibre sintetiche.
La grande varietà di filati, costruzioni e finissaggi permette di ottenere tessuti con aspetto, mano e prestazioni molto differenti.
Per questo non è corretto valutare un tessuto semplicemente dalla presenza del poliestere nella composizione: resistenza, manutenzione, comportamento alla luce e altre prestazioni devono essere considerate sulla base del tessuto finito e della relativa scheda tecnica.
POLIURETANO ESPANSO
Materiale sintetico a struttura cellulare, il poliuretano espanso flessibile è uno dei materiali più utilizzati nella tappezzeria per la realizzazione delle imbottiture di sedute, schienali, braccioli e altri elementi imbottiti.
Nell’arredamento viene generalmente impiegato nella sua struttura a celle aperte, che permette il passaggio dell’aria e conferisce al materiale elasticità, capacità di compressione e recupero della forma.
Due caratteristiche fondamentali nella scelta del poliuretano espanso sono densità e portanza. La densità indica la quantità di materiale presente in un determinato volume e influisce, insieme ad altri parametri, sulla qualità e sulla durata dell’imbottitura. La portanza indica invece la resistenza del materiale alla compressione e contribuisce a determinarne la sensazione di maggiore morbidezza o sostegno.
Densità e portanza sono quindi caratteristiche distinte: un poliuretano ad alta densità non è necessariamente più rigido, così come un materiale a densità inferiore può essere realizzato con una portanza elevata.
La scelta del poliuretano più adatto dipende dalla funzione dell’imbottitura, dal comfort desiderato e dall’intensità d’uso del mobile.
PORTANZA
Nell'ambito dei materiali da imbottitura, la portanza indica la resistenza che un materiale oppone alla compressione secondo determinate condizioni di prova.
È uno dei parametri utilizzati per descrivere il comportamento di materiali come il poliuretano espanso.
Non deve essere confusa con la densità: un materiale più denso non è necessariamente più rigido e un materiale meno denso non è automaticamente più morbido.
Densità e portanza descrivono caratteristiche differenti e devono essere valutate insieme agli altri dati tecnici del materiale.
Per il tappezziere, la corretta combinazione di queste caratteristiche contribuisce a determinare sostegno, comfort e comportamento dell’imbottitura.
PUNTO INVISIBILE
Il punto invisibile è una tecnica di cucitura manuale utilizzata per chiudere o unire parti di un rivestimento facendo in modo che il filo rimanga il meno visibile possibile.
In tappezzeria viene utilizzato nelle situazioni in cui una cucitura deve essere eseguita a mano direttamente sul manufatto o quando non è possibile effettuare la chiusura completamente a macchina.
La regolarità dei punti, la corretta tensione del filo e la precisione nell'accostamento dei bordi permettono di ottenere una chiusura pulita e discreta.
È una di quelle lavorazioni nelle quali la qualità del risultato dipende direttamente dalla manualità dell'artigiano.
R
RAPPORTO DEL DISEGNO
Il rapporto del disegno indica la distanza dopo la quale un motivo decorativo si ripete nella stessa posizione sul tessuto.
La ripetizione può svilupparsi nel senso della lunghezza, della larghezza oppure in entrambe le direzioni.
Conoscere il rapporto è fondamentale nella tappezzeria e nella confezione dei tendaggi, perché permette di calcolare correttamente il metraggio necessario e di stabilire il posizionamento del disegno prima del taglio.
Su divani, poltrone, sedute e tendaggi è spesso necessario far corrispondere il motivo tra elementi differenti, mantenendo centratura, continuità e simmetria del disegno.
Un rapporto importante può quindi richiedere una quantità di tessuto superiore rispetto a un tessuto unito.
Il rapporto deve essere valutato insieme all'altezza del tessuto, alla direzione del disegno e alle dimensioni degli elementi da rivestire.
RASO
Una delle armature fondamentali della tessitura, insieme alla tela e alla saia. Si caratterizza per punti di legatura distanziati e per fili che rimangono maggiormente liberi sulla superficie, creando un aspetto uniforme, liscio e generalmente luminoso.
L’armatura raso può essere realizzata con fibre diverse e conferisce al tessuto caratteristiche differenti a seconda del filato impiegato, della costruzione e del finissaggio.
È alla base di numerosi tessuti dall’aspetto elegante e brillante e trova largo impiego anche nel settore dell’arredamento e della decorazione tessile.
RESILIENZA
La resilienza, riferita ai materiali utilizzati nelle imbottiture, è la capacità di deformarsi sotto una sollecitazione e di recuperare successivamente la propria forma.
È una caratteristica importante nella valutazione di materiali destinati a sedute, schienali e altri elementi imbottiti, perché contribuisce al loro comportamento durante l'utilizzo.
Non deve essere confusa con morbidezza, densità o portanza: sono caratteristiche differenti che, considerate insieme, aiutano a definire il comportamento dell'imbottitura.
RIVESTIMENTO
Il rivestimento è lo strato esterno che ricopre e completa un elemento imbottito.
Può essere realizzato in tessuto, pelle o altri materiali idonei e rappresenta la parte dell'imbottito direttamente visibile e maggiormente esposta all'utilizzo.
La scelta del rivestimento deve tenere conto non soltanto dell'aspetto estetico, ma anche della destinazione d'uso, resistenza, manutenzione, costruzione e caratteristiche tecniche del materiale.
Nella tappezzeria la corretta realizzazione del rivestimento richiede precisione nel rilievo delle misure, nel posizionamento del disegno, nel taglio, nella cucitura e nel tensionamento sul manufatto.
Un buon rivestimento deve rispettare e valorizzare la forma dell'imbottitura sottostante.
RESTAURO
Il restauro, applicato a un mobile imbottito, è un intervento finalizzato alla conservazione e al recupero del manufatto esistente, nel rispetto della sua storia, delle tecniche costruttive e, quando possibile, dei materiali originali.
Prima di intervenire è necessario valutare struttura, epoca, stato di conservazione, precedenti lavorazioni e caratteristiche dell'imbottitura.
L'obiettivo non è semplicemente riportare il mobile a un aspetto nuovo, ma preservarne identità e autenticità, intervenendo in modo coerente con ciò che si è conservato.
Nel restauro possono quindi essere recuperati e mantenuti materiali e lavorazioni originali ancora idonei, limitando le sostituzioni a ciò che risulta necessario.
Un restauro richiede conoscenza delle tecniche tradizionali, dei materiali e della storia costruttiva dell'oggetto, oltre alla capacità di riconoscere ciò che deve essere conservato prima ancora di decidere come intervenire.
RIFACIMENTO
Il rifacimento di un mobile imbottito è un intervento nel quale una o più parti vengono ricostruite, sostituite o rinnovate per riportare il manufatto a condizioni adeguate di utilizzo, comfort ed estetica.
A seconda dello stato dell'arredo, può interessare il rivestimento, l'imbottitura, i sistemi di sostegno o comprendere una ricostruzione più completa delle diverse parti.
Il rifacimento può utilizzare tecniche e materiali tradizionali oppure soluzioni contemporanee, scegliendoli in funzione della struttura, della destinazione d'uso e del risultato desiderato.
A differenza del restauro, l'obiettivo principale non è necessariamente conservare materiali e lavorazioni originali, ma recuperare la funzionalità e l'aspetto del mobile attraverso un intervento tecnicamente appropriato.
Per questo restauro e rifacimento non sono sinonimi: possono partire dallo stesso mobile, ma rispondono a criteri e obiettivi differenti.
S
SAIA
La saia è una delle tre armature fondamentali della tessitura, insieme a tela e raso.
È caratterizzata da punti di legatura disposti in successione in modo da creare sulla superficie del tessuto il tipico andamento diagonale.
Variando il rapporto dell’armatura e il modo in cui i fili si intrecciano si possono ottenere saie con aspetti, compattezze e caratteristiche differenti.
La saia è una costruzione molto diffusa e può essere realizzata con fibre naturali, artificiali, sintetiche o miste.
SATIN
Tessuto raffinato caratterizzato da una superficie liscia, morbida e particolarmente luminosa. Il suo aspetto deriva dalla specifica struttura di tessitura, riconducibile all’armatura raso, nella quale i ridotti punti di legatura creano una superficie uniforme capace di riflettere la luce e conferire al tessuto la caratteristica brillantezza.
Il satin può essere realizzato con diverse fibre, tra cui seta, viscosa, poliestere e altre fibre tessili. La fibra utilizzata ne determina la mano, la lucentezza e le caratteristiche finali.
Apprezzato per l’aspetto elegante e la piacevolezza al tatto, trova impiego nell’arredamento soprattutto per tendaggi, complementi tessili e applicazioni decorative di pregio.
SANFORIZZAZIONE
La sanforizzazione è un trattamento di finissaggio applicato soprattutto ai tessuti di cotone per ridurne il restringimento dopo il lavaggio.
Il tessuto viene sottoposto a un processo controllato che ne stabilizza dimensionalmente la struttura.
Questo trattamento non elimina necessariamente ogni possibile variazione dimensionale, ma contribuisce a limitarla entro valori definiti.
Nella scelta e nella manutenzione di un tessuto è comunque importante fare riferimento alle indicazioni specifiche del produttore.
SBIECO
Lo sbieco indica una direzione diagonale rispetto ai fili di ordito e trama del tessuto.
Tagliare un tessuto in sbieco ne modifica il comportamento, aumentando generalmente la capacità di adattarsi a curve e forme rispetto al taglio eseguito in diritto filo.
Nella tappezzeria e nella confezione può essere utilizzato per realizzare bordure, profili e particolari finiture che devono seguire linee curve o sagomate.
La corretta gestione dello sbieco richiede attenzione perché il tessuto può risultare più deformabile rispetto al taglio in diritto filo.
SCIAMITO
Lo sciamito pronuncia sciàmito è un prezioso tessuto medievale in seta, pesante e lucido, simile al velluto, noto per la sua struttura complessa e l’aspetto satinato e brillante, storicamente prodotto prima del velluto.
SELLERIA
In ambito di tappezzeria, la selleria è l’insieme delle lavorazioni artigianali dedicate alla realizzazione e al rivestimento di sedili, selle e interni, soprattutto di autoveicoli.
Comprende l’uso di materiali come pelle, Alcantara, ecopelli e tessuti tecnici oltre a cuciture, imbottiture e finiture, con lo scopo di garantire comfort, resistenza ed estetica
SETA
Fibra naturale di eccellenza, la seta si distingue per la superficie liscia e la sua inconfondibile brillantezza. Da sempre impiegata nella tappezzeria di pregio, viene utilizzata per la realizzazione di velluti, lampassi, broccati e damaschi.
Protagonista dei tessili antichi più raffinati, può essere impreziosita dall’abbinamento con filati d’oro e d’argento, dando vita a tessuti di grande ricchezza ed eleganza. È particolarmente indicata per tendaggi e rivestimenti di altissimo livello.
SFODERABILE
Si definisce sfoderabile un elemento imbottito il cui rivestimento può essere rimosso dalla struttura o dall'imbottitura.
La sfoderabilità può riguardare l'intero manufatto oppure soltanto alcune parti, come cuscini di seduta, schienali o braccioli.
Un rivestimento sfoderabile facilita alcune operazioni di manutenzione e permette, quando la costruzione lo consente, di sostituire o rinnovare la fodera senza intervenire sull'intera imbottitura.
Sfoderabile, però, non significa automaticamente lavabile: il sistema di pulizia deve sempre fare riferimento all'etichetta di lavaggio del tessuto.
SPAGO DA TAPPEZZIERE
Lo spago da tappezziere è un materiale utilizzato nelle lavorazioni tradizionali per fissare, legare e modellare diversi elementi dell'imbottitura.
Trova particolare impiego nella legatura delle molle e in altre fasi della costruzione manuale dell'imbottito.
Resistenza, diametro e caratteristiche dello spago vengono scelti in funzione della lavorazione da eseguire.
Nella tappezzeria tradizionale non è un semplice materiale di fissaggio: attraverso tensione, direzione e disposizione delle legature, il tappezziere contribuisce a determinare stabilità e comportamento della struttura elastica dell'imbottitura.
SPUGNA
Nel linguaggio comune della tappezzeria, il termine spugna viene talvolta utilizzato impropriamente per indicare materiali espansi impiegati nelle imbottiture.
La denominazione tecnicamente più corretta è generalmente poliuretano espanso, o schiuma poliuretanica..
I poliuretani destinati all'imbottitura possono avere densità, portanza, elasticità e caratteristiche molto differenti.
Per questo parlare semplicemente di “spugna dura” o “spugna morbida” non permette di descrivere correttamente qualità e comportamento del materiale.
Nel lavoro professionale è importante identificare il materiale e valutarne le caratteristiche tecniche in relazione alla destinazione d'uso.
T
TAFFETà
Tessuto raffinato dalla struttura compatta e dalla superficie liscia, il taffetà si distingue per la sua mano sostenuta e per la caratteristica luminosità, capace di creare eleganti riflessi con il variare della luce. Tradizionalmente realizzato in seta, oggi può essere prodotto anche con altre fibre.
Apprezzato per l’aspetto prezioso e leggermente cangiante, trova impiego nell’arredamento e nella decorazione d’interni, in particolare per tendaggi, drappeggi e rivestimenti decorativi. La sua consistenza permette di creare forme definite e volumi eleganti, rendendolo particolarmente adatto ad ambienti classici e ricercati.
TELA
La tela è la più semplice delle tre armature fondamentali della tessitura, insieme a saia e raso.
Nell'armatura tela, ogni filo di trama passa alternativamente sopra e sotto i fili di ordito, creando un intreccio regolare.
Pur partendo da uno schema semplice, variando fibre, filati, titolo, densità e finissaggi è possibile ottenere tessuti con caratteristiche molto differenti.
Il termine “tela” viene utilizzato anche nel linguaggio comune per indicare genericamente alcuni tessuti, ma tecnicamente identifica innanzitutto una precisa armatura tessile.
TELA DA IMBOTTITURA
Con tela da imbottitura si indicano diversi tessuti utilizzati negli strati interni di un mobile imbottito, ciascuno scelto in funzione della lavorazione che deve svolgere.
Nella tappezzeria tradizionale le tele possono avere funzione di sostegno, contenimento, separazione e preparazionedei diversi strati che compongono l'imbottitura.
Si utilizzano materiali con caratteristiche differenti: dalle tele più robuste e strutturate, impiegate nelle prime fasi della costruzione, fino a tele più leggere utilizzate per contenere e rifinire l'imbottitura.
Tra queste troviamo la fodera pelle d'uovo, una tela leggera che permette di ricoprire e contenere l'imbottitura di piuma creando una superficie regolare e accompagnandone la forma prima delle successive fasi di lavorazione.
TELAIO
Il termine telaio può assumere significati differenti nel nostro settore.
Nel mondo tessile è la macchina o struttura sulla quale vengono disposti i fili di ordito e realizzato l'intreccio con la trama per ottenere il tessuto.
Nella tappezzeria, invece, con telaio si può indicare anche la struttura portante di un mobile imbottito, sulla quale vengono costruiti i sistemi di sostegno, l'imbottitura e infine il rivestimento.
Nel caso di divani, poltrone e sedie imbottite, qualità, integrità e geometria del telaio devono essere valutate prima di procedere con il rifacimento dell'imbottitura.
Una buona tappezzeria parte sempre da una struttura adeguata a sostenerla.
TENDAGGIO
Il tendaggio comprende l'insieme dei tessuti, delle confezioni e dei sistemi utilizzati per vestire e schermare una finestra o un'apertura.
Può svolgere contemporaneamente funzioni decorative, filtranti, oscuranti o di gestione della luce, a seconda del tessuto e del sistema scelto.
La progettazione deve considerare dimensioni della finestra, proporzioni dell'ambiente, tipo di apertura, esposizione alla luce, caduta del tessuto e risultato estetico desiderato.
Una tenda ben progettata non nasce quindi soltanto dalla scelta del tessuto, ma dall'equilibrio tra materiale, confezione, sistema di scorrimento e ambiente.
TRAMA
La trama è l'insieme dei fili che, durante la tessitura, attraversano i fili di ordito secondo lo schema stabilito dall'armatura.
In un tessuto tradizionale, trama e ordito costituiscono i due sistemi fondamentali di fili attraverso i quali viene costruita la superficie tessile.
Materiale, titolo, colore e densità della trama possono contribuire in modo determinante all'aspetto e alle caratteristiche del tessuto.
Comprendere la relazione tra trama, ordito e armatura permette di leggere la struttura fondamentale di un tessuto.
TOILE' DE JOUY
Tessuto decorativo di origine francese, la Toile de Jouy si distingue per i caratteristici motivi figurativi, generalmente monocromatici, raffiguranti scene pastorali, paesaggi, soggetti mitologici o episodi di vita quotidiana, disposti su un fondo chiaro.
Nata in Francia nel XVIII secolo e divenuta espressione di eleganza e raffinatezza, viene tradizionalmente realizzata su cotone o lino. Nell’arredamento trova impiego per tendaggi, rivestimenti, cuscini e decorazioni tessili, conferendo agli ambienti un carattere classico, ricercato e senza tempo.
TRAPUNTATURA
La trapuntatura è una lavorazione nella quale due o più strati di materiale vengono uniti mediante cuciture disposte secondo un disegno prestabilito.
Tra gli strati può essere inserito un materiale morbido, permettendo di ottenere una superficie caratterizzata da rilievi e motivi decorativi.
Nel settore dell'arredamento può essere utilizzata per rivestimenti, testiere, pannelli imbottiti, cuscini, copriletti e altri elementi tessili.
Il disegno della cucitura può avere funzione sia tecnica sia estetica e può variare da semplici geometrie a lavorazioni più elaborate.
V
VELLUTO
Il velluto è un tessuto caratterizzato dalla presenza sulla superficie di un pelo fitto e relativamente corto, che gli conferisce il tipico aspetto morbido e una particolare risposta alla luce.
La superficie può cambiare visivamente a seconda della direzione del pelo, dell'illuminazione e del punto di osservazione. Questo effetto fa parte delle caratteristiche proprie del velluto e non deve essere necessariamente interpretato come una variazione di colore.
Esistono numerose tipologie di velluto, differenti per costruzione, fibra, altezza e densità del pelo, lavorazione e finissaggio.
Nel settore dell'arredamento viene utilizzato per divani, poltrone, sedute, testiere, cuscini e tendaggi.
La scelta deve essere effettuata considerando la destinazione d'uso e le caratteristiche tecniche dello specifico tessuto: non tutti i velluti hanno infatti lo stesso comportamento all'usura e alla manutenzione.
VELCRO -chiusura a uncino - asola
Il termine Velcro viene comunemente utilizzato per indicare un sistema di chiusura e fissaggio costituito da due superfici complementari, una dotata di piccoli uncini e l'altra di elementi ad anello che si agganciano tra loro mediante pressione.
Nella tappezzeria e nella confezione viene utilizzato per rendere rimovibili, posizionabili o ispezionabili alcune parti di rivestimenti, cuscini, pannelli e altri elementi tessili.
Permette di realizzare fissaggi non permanenti e facilmente riapribili, risultando particolarmente utile quando un componente deve poter essere rimosso per manutenzione o sostituzione.
Velcro è in realtà un marchio commerciale: la denominazione generica del sistema è chiusura a uncino e asola.
VELOUR
Tessuto morbido e raffinato, il velour si distingue per la superficie vellutata e piacevole al tatto, caratterizzata da un pelo fitto che dona profondità al colore e delicati giochi di luce. Può essere realizzato con fibre naturali, artificiali o sintetiche, a seconda dell’impiego e delle caratteristiche desiderate.
Nell’arredamento è particolarmente apprezzato per la sua capacità di unire comfort ed eleganza. Viene utilizzato per rivestire divani, poltrone, sedute e complementi imbottiti, oltre che per tendaggi e dettagli decorativi, conferendo agli ambienti un aspetto caldo, avvolgente e ricercato.
VISCOSA
La viscosa è una fibra artificiale ottenuta dalla rigenerazione della cellulosa.
Pur avendo origine da una materia prima cellulosica, non viene classificata come fibra naturale, perché la cellulosa viene trasformata attraverso un processo industriale prima di essere nuovamente convertita in fibra.
Può conferire ai tessuti morbidezza, fluidità e particolare luminosità, caratteristiche che ne favoriscono l'impiego anche nei tessili d'arredamento.
Può essere utilizzata da sola oppure in mischia con altre fibre nella produzione di velluti, tessuti operati, tendaggi e rivestimenti.
Il comportamento alla pulizia, all'umidità, allo sfregamento e all'utilizzo dipende dal tessuto finito: per questo è sempre necessario fare riferimento alle indicazioni di manutenzione e alla scheda tecnica del produttore.
Le informazioni contenute in questo glossario sono state elaborate e verificate attraverso fonti normative, tecniche e lessicografiche del settore tessile, integrate con l'esperienza professionale maturata nella tappezzeria artigianale.
Tra i principali riferimenti consultati:
- Regolamento (UE) n. 1007/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio – denominazioni delle fibre tessili, etichettatura e composizione fibrosa dei prodotti tessili.
- Norme tecniche UNI / EN / ISO applicabili alle prove e alle caratteristiche dei tessuti, ove pertinenti.
- Enciclopedia e Vocabolario Treccani – terminologia tessile, tecniche di tessitura e definizioni storiche.
- Schede tecniche e documentazione dei produttori di tessuti e materiali per imbottitura.
- Esperienza professionale e tecniche tradizionali di tappezzeria artigianale.
Le definizioni hanno finalità divulgativa e informativa. Caratteristiche, prestazioni, manutenzione e idoneità all'impiego di uno specifico tessuto o materiale devono essere sempre verificate sulla relativa scheda tecnica del produttore.
Antichi terminologia usata nel commercio dei tessuti
Le voci su panni, unità di misura e pratiche commerciali che trovi in questa ricerca sono state controllate sull’edizione critica di riferimento dell’opera di Francesco Balducci Pegolotti:
- Francesco Balducci Pegolotti, La pratica della mercatura, a cura di Allan Evans, The Mediaeval Academy of America, Cambridge (MA), 1936 (ristampa 2017).cdn.ymaws+1
01
PANNI
In Pegolotti, “panno” non indica un tessuto unico, ma una vasta categoria merceologica di panni di lana, classificati principalmente per:
- origine geografica: Bruggia, Ipro, Doagio, Borsella, ecc.;
- colore/aspetto: bianchi, mellati, bui, schietti, vermigli, ecc.;
- disegno/effetto di superficie: vergati, scaccati, ecc.;
- finissaggio o tipo particolare: coverture, tiree, tritane, saie, ecc.;
- dimensione della pezza: espressa in alle e, quando riportata, anche in braccia (o altre misure locali);
- modalità di vendita: a pezza, a peso, a braccio, a balla, ecc.;
- taccamento: valore commerciale (costo primo + spese + dazi) registrato per Firenze in fiorini/soldi/denari.
02
DEFINIZIONI PANNI
Amiensa: panno citato nella tabella delle lunghezze di Messina; la misura è trasmessa in forma lacunosa.
Anversa (Anguersa): panno di Anversa; a Messina la pezza è indicata in 12 canne.
Bagnuolo: panno bianco; a Famagosta la pezza è di 6 canne. A Messina è chiamato “rimisi”.
Bindersi: panno francese, associato a Narbona (Nerbona), Carcassonne (Carcasciona) e Perpignano (Pirpignano); 12 canne a Famagosta.
Borsella: panno fiammingo/brabantino, con pezza grande e piccola; la grande è 14 canne a Famagosta.
Brabante: panni del Brabante, con varianti mellati, bianchi, colorati e “a modo di Mellina”.
Bruggia: panni di Bruges; mellati di ogni colore e vergati “a modo di Guanto”. 37–40 alle nelle misure riportate per Firenze.
Canbragio: panno fatto “a modo di Doagio”; 36 alle.
Canmua: panni di Dixmude; comprende falde/gammurra, sorti bianche, tirelle/tiree, schietti, vermigli, bianchi e vergati.
Carcasciona (Carcassonne): panno di Carcassonne; insieme a Nerbona, Bindersi, Pirpignano e Tolosa, 12 canne a Famagosta.
Castellonuovo: panno citato nella serie delle lunghezze di Messina; 12 canne.
Cielona: panno citato nella lista messinese; la misura è trasmessa con lacune.
Dondiscatto: saie bianche piene e saie cardate bianche; circa 40 alle, con variazioni.
Doagio (Douai): panni di Douai, di ogni colore; distingue anche i vergati. 32 alle e 40 alle.
Guanto (Gand): panno di Gand; mellato e vergato. Il tipo vergato di Guanto è usato anche come modello per altri panni. A Famagosta 12 canne.
Inghiemmo: panno dell’area indicata da Pegolotti come Analdo; melle, schietti, “a modo di Melline”, 36 alle.
Ipro (Ypres): panni di Ypres: coverture, vergati, tiree bianche, tinti/mellati; alcuni bianchi sono venduti a peso, non “alle”.
Lilla (Lille): panno di Lille; bui di ogni colore, con misura della pezza trasmessa nel capitolo delle lunghezze.
Lungamerca (Langemark): panni di Langemark, presso Ypres; fatti “a modo d’Ipro”, 36 alle.
Lovano (Lovanio): panno di Lovanio; mellati e schietti, compresa una versione grande. 39 e 48 alle nel capitolo delle lunghezze; 14 canne per la pezza grande a Famagosta.
Malbogio: panni mellati, di guado e di varie ragioni; anche vergati per gli Spagnoli, 30 alle.
Mellino (Mellina/Malines): panno della tipologia di Mellina, spesso usato da Pegolotti come termine di confronto (“a modo di Mellina”).
Melano (Milano): panno di Milano; nella tabella di Messina è indicato a 12 canne.
Monteulivo: panno citato nella serie dei panni venduti a Costantinopoli; 44 picchi.
Mosteruolo: panno grosso, tinto di guado (blu), 24 alle.
Mostieri: panno citato nella tabella di Messina; 17 canne.
Nerbona / Nerbonesi (Narbona): panno di Narbona; uno dei principali panni francesi. 12 canne a Famagosta; 44 picchi a Costantinopoli.
Orci: panno citato nella lista delle lunghezze di Messina; 12 canne.
Paris / Parigi: panno di Parigi; a Messina 16 canne, a Costantinopoli 60 picchi.
Pirpignano (Perpignano): panno di Perpignano; 12 canne a Famagosta e 44 picchi a Costantinopoli.
Popolungo: panno soprattutto nella variante vergata; 14 canne a Famagosta e 44 picchi a Costantinopoli.
Sant’Omieri: panno dell’Artois; mellato di ogni colore con vivagni piatti, 38 alle; vergato “a modo di Guanto”, 40 alle.
Tolosani / Tolosa: panni di Tolosa; insieme al gruppo Nerbona–Carcasciona–Bindersi–Pirpignano, 12 canne a Famagosta.
Tornai (Tournai): panno di Tournai, di ogni colore; 46 alle nella serie di lunghezze.
Undinarda (Oudenaarde): panno di Oudenaarde; soprattutto mellato, “a modo di Mellina”; 36/42 alle.
Valenzino: panni di guado e mellati di ogni colore, oltre a vergati destinati agli Spagnoli; 30–33 alle.
Velluto: tessuto di seta a pelo; Pegolotti lo distingue dagli altri drappi di seta e d’oro e lo registra tra le merci vendute a pezza.
Vinegia (Venezia): panni di Venezia; venduti a canna, con pezze di circa 9½ canne di Cipro a Famagosta.
03
UNITA' DI MISURE
- Canna, braccio, passo: nomi usati in più varietà italiane; per i tessuti, le unità principali sono canna e braccio.
- Alla / Aune: unità in uso in area francese, fiamminga e inglese; Pegolotti la impiega per i panni di Fiandra e Brabante.
- Corda: unità attestata in area provenzale; nel trattato compare come una delle molte misure locali.
- Picco: unità in greco, persiano e in più lingue dell’area orientale/levantina; è la misura-chiave per Costantinopoli/Pera e per le piazze del Levante (es. Tabriz/Torisi).
- Vara: unità spagnola; Pegolotti la richiama indirettamente quando parla di panni destinati al mercato iberico.
Conversioni tipiche nel manuale
- 100 picchi di Pera = 140 picchi di Tabriz (Torisi).
- 100 braccia di tela di Venezia = 110 picchi di Tabriz.
- 100 canne di Genova = 550 picchi di Tabriz.
- 128 braccia di tela (misura di Venezia) = un certo numero di picchi a Costantinopoli (secondo la rubrica specifica).
Distinzione tecnica: picco per panni di lana vs picco per tele
Il picco usato per misurare i panni di lana non coincide con quello usato per le tele; tra i due esiste un rapporto fisso (nel manuale: 1,5 picchi di panni lani = 1 picco di Gazaria per le tele).
Braccio fiorentino e canna
- 12 canne di Firenze = 50 picchi (per i panni).
- A Firenze, un panno “vuole essere” lungo 12 canne e 2 braccia.
- 100 braccia di panno o canovaccio = 111 braccia a Salonicco.
- 10 canne di Firenze = 37½ braccia ad Ancona.
Tutte queste unità assolvono la stessa funzione — misurare la lunghezza dei tessuti — ma con valori diversi da piazza a piazza: da qui la necessità di un trattato di conversioni come la Pratica della mercatura.
04
TACCAMENTO
Pegolotti, La pratica della mercatura)
Il taccamento è la marcatura/registrazione ufficiale del costo o valore commerciale del panno, usata come base per la vendita e per il controllo del commercio. Non va confuso con una misura della stoffa: il taccamento indica un valore economico, non una lunghezza.
Secondo Pegolotti, per i panni di Fiandra e di Brabante acquistati dai mercanti fiorentini il taccamento doveva comprendere:
- il primo costo del panno;
- la fattura;
- la bandinella;
- il tolloneo (pedaggio della località d’acquisto);
- la malatolta del regno di Francia.
Il manuale precisa che a questo valore non si dovevano aggiungere cambio, vettura o altre spese: il taccamento è dunque una valutazione commerciale regolamentata, ottenuta a partire da determinate componenti di costo, e non il prezzo finale di vendita al dettaglio. Una disposizione del 1342 estende poi l’obbligo ai panni ultramontani acquistati in Francia, Fiandra e Brabante, imponendo che fossero “taccati e segnati” in modo leale e senza frode.
05
Terminologia descrittiva dei panni in Pegolotti
Vergato
(participio di vergare) indica un panno a righe, “listato” da bande di colore diverso ottenute in tessitura.treccani+3
- In Pegolotti ricorre in espressioni come “panni vergati” o “vergati a modo di Guanto”, dove il disegno a righe è una caratteristica distintiva del tipo di panno.
- Il termine è spesso accostato a scaccato (“a scacchi”), un altro disegno geometrico ottenuto in tessitura.
In sintesi: vergato = tessuto listato/a righe, tipicamente di lana, usato per abiti e arredi.
Schietto
Schietto, nel linguaggio tessile medievale e in Pegolotti, qualifica un panno tinto in un colore uniforme, senza disegni né rigature.
- Si oppone a “vergato”, “scaccato” e ad altre varianti decorate: un panno “schietto” è quindi monocromo, di tinta unita.
- Può essere associato a specifiche tonalità (es. “schietti vermigli”, “schietti bianchi”), ma la caratteristica principale resta l’assenza di disegno.
In sintesi: schietto = panno di colore uniforme, senza disegni.
Tritata (tritane / tritana)
Tritata (nelle forme tritane, tritana) designa una categoria di panni di qualità medio-bassa, spesso di lana pettinata o semipettinata, talvolta misti ad altre fibre.
- Nel lessico commerciale medievale, termini come tritana, trafilato, stametto, taccolino indicano tessuti più leggeri e meno pregiati dei panni “grassi” fiamminghi, prodotti in Italia e in area mediterranea.
- In Pegolotti “tritane” compare tra i tipi di panno classificati per finissaggio/qualità, distinti dai panni “fini” di Fiandra e Brabante.
In sintesi: tritata/tritane = panno di qualità più comune, spesso leggero e di prezzo contenuto, opposto ai panni fini di lusso.
- Saia / saie: tessuto di lana (talvolta misto) a armatura diagonale, relativamente leggero; usato per abiti estivi e capi di uso corrente.
- Covertura / coverture: panno grosso e economico, spesso “dry cloth” (filati filati a secco, senza ingrasso), impiegato anche per coperte e arredi.
- Tiree / tirelle / tireta: tessuti di qualità medio-bassa, talvolta misti (lana, lino, cotone), affini alle tiretaines francesi; usati per abiti popolari e foderature.
- Scaccato: tessuto a scacchi, ottenuto in tessitura con fili di colore diverso; spesso accostato a “vergato” come tipo di disegno geometrico.
- Mellato / melle: come visto nella voce precedente, qualifica panni legati al blu di guado e/o al tipo Malines (Mellina), più come marca commerciale e cromatica che come struttura del tessuto.
06
Francesco Balducci Pegolotti
Pegolotti, mercante fiorentino attivo nella prima metà del Trecento, ha raccolto nel suo manuale informazioni pratiche per chi commerciava tra Europa, Mediterraneo e Asia: descrizioni di merci, misure locali, dazi, consuetudini di mercato. Per noi è una fonte preziosa perché registra, con grande precisione, come si parlava di tessuti e di prezzi nel mondo reale dei mercanti.
Per ogni voce ci siamo basati in particolare su:
- le sezioni in cui Pegolotti classifica i panni per origine (Fiandra, Brabante, Francia, Italia, ecc.), colore, disegno e finissaggio;
- le tabelle delle lunghezze, che mettono in relazione alle, canne, braccia e picchi delle diverse piazze (Firenze, Messina, Famagosta, Costantinopoli, Tabriz, ecc.);
- le norme sul taccamento, cioè la registrazione ufficiale del valore commerciale del panno, con l’elenco delle componenti di costo ammesse e quelle escluse.cdn.ymaws+1
Dove il testo riporta grafie medievali o forme poco familiari (per esempio “Anguersa” per Anversa, “Doagio” per Douai, “Guanto” per Gand, “Mellino/Mellina” per Malines), abbiamo mantenuto la forma dell’edizione Evans, aggiungendo tra parentesi il nome moderno più noto, per rendere la lettura più agevole senza perdere il riferimento alla fonte.wikipedia+2








