Sostenibilità e tappezzeria artigianale
La prima forma di sostenibilità è far durare ciò che ha ancora valore.
Prima ancora di parlare di materiali naturali, riciclati o innovativi, esiste un principio che appartiene da sempre al Mestiere artigiano e del tappezziere:
non sostituire ciò che può essere recuperato.
Una poltrona, un divano o una sedia possono avere una struttura ancora valida anche quando tessuto, imbottitura o finiture mostrano i segni del tempo.
Conoscere come sono costruiti permette di capire cosa conservare, cosa recuperare e cosa realmente deve essere sostituito.
RECUPERARE
Significa riconoscere il valore di ciò che esiste già.
Una struttura solida, una molla, un'imbottitura tradizionale o un particolare costruttivo possono spesso essere conservati e riportati alla loro funzione.
RIUTILIZZARE
Materiali e componenti ancora validi non devono necessariamente diventare uno scarto.
Quando le loro condizioni lo permettono, possono essere recuperati, riposizionati o integrati nella nuova lavorazione.
RESTAURARRE E RIFARE CONSAPEVOLMENTE
Restauro e rifacimento sono lavorazioni differenti, ma entrambe possono contribuire ad allungare la vita di un manufatto. L'obiettivo è intervenire solo dove serve, rispettando struttura, materiali e destinazione d'uso.
Un principio antico, oggi più attuale che mai. Quello che oggi definiamo economia circolare appartiene, in molti aspetti, alla cultura del lavoro artigiano da generazioni:
conoscere i materiali, riparare, recuperare e far durare.
Perché un oggetto che continua a svolgere bene la propria funzione è un oggetto che non deve essere sostituito.
Sostenibile non significa semplicemente naturale
Conoscere il materiale prima di definirlo sostenibile
Naturale, riciclato, sintetico, biodegradabile: sono caratteristiche importanti, ma nessuna di queste, da sola, è sufficiente per definire un materiale sostenibile.
Ogni materiale porta con sé una storia fatta di origine della materia prima, trasformazione, lavorazioni, trasporto, durata, manutenzione e possibilità di recupero o riciclo.
Per questo preferiamo parlare di scelta consapevole dei materiali, evitando definizioni troppo semplici.
LE FIBRE NAUTURALI
Lino, cotone, canapa, lana, seta e altre fibre naturali accompagnano da secoli la storia del tessile e della tappezzeria.
Possiedono caratteristiche molto differenti tra loro e possono offrire comfort, resistenza, traspirabilità, bellezza e durata.
Ma essere di origine naturale non significa automaticamente avere un minore impatto ambientale.
Coltivazione o allevamento, consumo di risorse, tintura, finissaggio e distanza di provenienza contribuiscono tutti al risultato finale.
LE FIBRE RICICLATE
Il recupero di materiali già esistenti permette di reintrodurre risorse nel ciclo produttivo e può contribuire a ridurre la necessità di nuove materie prime.
Anche in questo caso è importante conoscere origine, composizione, processo produttivo e prestazioni del materiale ottenuto. Un tessuto destinato all'arredamento deve infatti essere non soltanto interessante dal punto di vista ambientale, ma anche adeguato all'utilizzo per il quale viene scelto.
Anche la durata conta
Un materiale che mantiene nel tempo le proprie caratteristiche e consente a un manufatto di essere utilizzato più a lungo può contribuire concretamente a ridurre sostituzioni e sprechi.
Per questo, nella scelta di un tessuto o di un materiale da imbottitura, valutiamo insieme:
origine – qualità – prestazioni – manutenzione – durata – possibilità di recupero.
La sostenibilità non è una singola caratteristica.
È il risultato di molte scelte.
La lana
La lana è una fibra naturale di origine animale utilizzata da secoli nel settore tessile e, in differenti forme, anche nell'arredamento e nelle imbottiture.
La particolare struttura della fibra le conferisce elasticità e resilienza: sottoposta a compressione può recuperare in buona parte la propria forma, caratteristica interessante anche nei materiali destinati all'arredamento.
È inoltre in grado di gestire l'umidità e possiede proprietà naturali di isolamento termico.
Nella tappezzeria può essere presente nei tessuti da rivestimento, nelle imbottiture in particolare nei materassi e guanciali.
Come per ogni materiale naturale, origine e composizione da sole non sono sufficienti per valutarne la sostenibilità: devono essere considerate insieme a lavorazione, durata, manutenzione e possibilità di recupero.
Quando un materiale ancora valido può essere conservato durante un intervento di restauro o rifacimento, prolungarne l'utilizzo significa evitare una sostituzione non necessaria.
Le imbottiture il crine
CRINE ANIMALE
Il crine animale, tradizionalmente crine di cavallo, è uno dei materiali utilizzati nelle imbottiture della tappezzeria tradizionale.
La sua struttura gli conferisce elasticità e capacità di recupero, permettendo al tappezziere di creare imbottiture sostenute, modellabili e capaci di mantenere nel tempo le forme costruite durante la lavorazione.
Prima dell'utilizzo il crine viene aperto, cardato, distribuito e modellato manualmente, adattandolo alla forma della seduta, dello schienale o delle altre parti del manufatto.
Una caratteristica particolarmente interessante delle imbottiture tradizionali è la possibilità, quando le condizioni del materiale lo consentono, di aprire, controllare e recuperare il crine esistente, reintegrandolo durante il rifacimento o il restauro.
La decisione deve essere presa dopo averne valutato stato di conservazione, pulizia e caratteristiche.
Conservare un materiale ancora valido significa rispettare la costruzione originale del manufatto e, allo stesso tempo, evitare una sostituzione non necessaria.
CRINE VEGETALE
Con il termine crine vegetale, nella tradizione della tappezzeria, si indicano materiali fibrosi di origine vegetale utilizzati nella costruzione e nella modellatura delle imbottiture.
A seconda della lavorazione e della tradizione possono essere impiegate diverse fibre vegetali opportunamente preparate, destinate a funzioni differenti all'interno dell'imbottitura.
Il crine vegetale può contribuire alla costruzione di volume, forma e sostegno e trova impiego anche in particolari lavorazioni tradizionali, come la realizzazione del broletto.
Come per il crine animale, durante il restauro o il rifacimento il materiale esistente deve essere valutato prima di decidere se conservarlo, integrarlo oppure sostituirlo.
Recuperare non significa conservare tutto
Il principio del recupero deve sempre essere accompagnato dalla valutazione tecnica. Un materiale viene conservato quando è ancora idoneo, pulito e funzionale alla nuova lavorazione.
Quando invece è deteriorato o non più adatto alla funzione richiesta, la sostituzione diventa parte necessaria di un lavoro eseguito correttamente.
Recuperare significa scegliere consapevolmente cosa può continuare a svolgere la propria funzione.
Kapok
Il kapok è una fibra vegetale naturale ottenuta dai frutti di alberi tropicali, in particolare della Ceiba pentandra, Definito anche lana vegetale utile per tuitti coloro che per allergie non possono fare uso di lana animale.
Le fibre sono molto leggere, soffici e cave e avvolgono naturalmente i semi all'interno del frutto.
Proprio per la sua leggerezza il kapok è stato utilizzato nel tempo come materiale di riempimento per cuscini, materassi e altri manufatti imbottiti.
Nella tappezzeria contemporanea rappresenta un materiale interessante soprattutto quando viene scelto in funzione delle caratteristiche richieste al manufatto.
Come per tutte le fibre naturali, la valutazione non deve fermarsi all'origine vegetale: è importante considerare anche provenienza, lavorazione, trasporto, durata e reale destinazione d'uso. Un materiale è una buona scelta quando le sue caratteristiche sono coerenti con la funzione che dovrà svolgere.
Le fibre vegetali
Lino, canapa, cotone e juta
Le fibre di origine vegetale accompagnano da secoli la produzione di tessuti, tele, corde, imbottiture e materiali destinati all'arredamento.
Ognuna possiede caratteristiche differenti e deve essere valutata in relazione all'impiego previsto.
LINO
Il lino è una fibra ricavata dal fusto della pianta Linum usitatissimum.
È apprezzato per la sua resistenza, freschezza e aspetto naturale e trova largo impiego nei tessuti destinati all'arredamento e alla decorazione.
Le irregolarità tipiche del filato possono contribuire al carattere estetico del tessuto.
CANAPA
La canapa è una fibra tessile ricavata dal fusto della Cannabis sativa.
Tradizionalmente utilizzata per tessuti, tele e cordami, è caratterizzata da buona resistenza e può essere impiegata da sola oppure in mischia con altre fibre.
COTONE
Il cotone è una fibra naturale che avvolge i semi delle piante del genere Gossypium.
Morbidezza, versatilità e capacità di assorbire l'umidità ne hanno fatto una delle fibre più utilizzate nel settore tessile.
Nel campo dell'arredamento può essere utilizzato da solo oppure miscelato con altre fibre per ottenere caratteristiche differenti di mano, resistenza e manutenzione.
La sua origine naturale non significa però automaticamente basso impatto ambientale: coltivazione, consumo d'acqua, trattamenti e processi di trasformazione possono variare notevolmente.
JUTA
La juta è una fibra vegetale ricavata dal fusto di piante del genere Corchorus.
Ha un aspetto caratteristico, una mano piuttosto rustica e viene utilizzata per tele, tessuti tecnici, sacchi e differenti applicazioni nell'arredamento e nell'artigianato.
La fibra è solo il punto di partenza
Due tessuti realizzati con la stessa fibra possono avere caratteristiche e impatti molto differenti.
Filatura, tessitura, tintura, finissaggio, provenienza e durata contribuiscono tutti al risultato finale.
Per questo preferiamo conoscere il materiale e la sua storia, piuttosto che fermarci alla sola etichetta “naturale”.
Materiali riciclati
Una fibra riciclata deriva, totalmente o in parte, dal recupero di materiali già esistenti. Il materiale di partenza può provenire da scarti di produzione oppure da prodotti giunti alla fine del loro utilizzo. Il contenuto riciclato rappresenta quindi un'informazione importante, ma non descrive da solo tutte le caratteristiche ambientali o tecniche del prodotto. Per un tessuto destinato alla tappezzeria devono essere valutate anche resistenza, stabilità, manutenzione e durata nel tempo.
LE CERTIFICAZIONI
Le certificazioni possono aiutare a conoscere meglio origine, composizione, processi produttivi o presenza di determinate sostanze, a seconda dello standard applicato.
Non tutte le certificazioni verificano gli stessi aspetti. Per questo, quando un tessuto o un materiale viene presentato come certificato, è utile chiedersi:
Che cosa certifica?
Chi lo certifica?
A quale parte del prodotto o del processo si riferisce?
Le informazioni devono essere verificabili
Schede tecniche, composizione, certificazioni e documentazione del produttore permettono di andare oltre una semplice dichiarazione commerciale.
Quando disponibili, sono questi i dati che preferiamo utilizzare per conoscere e confrontare i materiali.
Prestazioni e durata rimangono fondamentali
Un materiale destinato a un divano o a una poltrona deve essere adeguato alla funzione che dovrà svolgere.
Scegliere un materiale apparentemente più sostenibile ma inadatto all'utilizzo, con la conseguenza di doverlo sostituire prematuramente, può vanificare parte del beneficio ricercato.
Sostenibilità e qualità tecnica devono essere valutate insieme.
Certificazioni
Sapere cosa significano
Nel settore tessile possiamo incontrare numerose certificazioni, marchi e standard.
La loro presenza può fornire informazioni utili, ma è importante comprenderne il significato: non tutte le certificazioni controllano gli stessi aspetti e non tutte certificano l'intero prodotto.
Per questo preferiamo leggere una certificazione insieme alla scheda tecnica e alla documentazione fornita dal produttore.
OEKO-TEX® STANDARD 100
è una certificazione relativa ai tessili sottoposti a test per la presenza di sostanze nocive. Il sistema considera il prodotto tessile e i suoi componenti secondo criteri e limiti definiti dallo standard.
È quindi un'informazione utile sulla sicurezza chimica del prodotto rispetto ai requisiti previsti dalla certificazione, ma non deve essere interpretata, da sola, come una certificazione complessiva della sostenibilità ambientale del tessuto.
GRS – GLOBAL RECYCLED STANDARD
è uno standard volontario utilizzato per prodotti contenenti materiale riciclato.
Prevede la verifica del contenuto riciclato e della catena di custodia e comprende inoltre requisiti relativi ad aspetti sociali, ambientali e all'utilizzo di determinate sostanze chimiche durante la lavorazione.
La presenza della certificazione aiuta quindi a rendere verificabili determinate caratteristiche dichiarate del prodotto e della relativa filiera.
UNA SIGLA DEVE ESSERE COMPRESA,NON SEMPLICEMENTE MOSTRATA
Quando troviamo una certificazione su un campionario, preferiamo chiederci:
Che cosa verifica? A quale prodotto o fase della lavorazione si riferisce? Quali informazioni aggiunge alla scheda tecnica?
Solo conoscendone il significato una certificazione diventa realmente utile nella scelta di un materiale.

Durata, riparabilità e manutenzione
Far durare è una scelta
Quando valutiamo la sostenibilità di un arredo, il materiale è soltanto una parte della storia. Conta anche quanto durerà, come potrà essere mantenuto e se sarà possibile intervenire nuovamente nel tempo. Un mobile costruito bene può attraversare molti anni di utilizzo e, quando necessario, essere riparato, nuovamente imbottito o rivestito.
RIPARARE PRIAM DI SOSTITUIRE
Una cucitura che cede, un'imbottitura che perde sostegno o un rivestimento consumato non significano necessariamente che l'intero mobile abbia terminato la propria vita.
Prima di sostituirlo è possibile valutarne struttura, molleggio, imbottitura e rivestimento, individuando ciò che può essere conservato e ciò che richiede un intervento.
UN MANUFATTO PUò AVERE Più DI UNA VITA
Quando la struttura rimane valida, cambiare il rivestimento può trasformare completamente un manufatto senza doverlo sostituire.
La scelta di un nuovo tessuto o pellame permette inoltre di adattarlo a nuove esigenze, nuovi ambienti e nuovi colori e modi di vivere la casa.
Anche la manutenzione contribuisce alla durata Una corretta manutenzione aiuta tessuti, pelli e imbottiture a conservare più a lungo le proprie caratteristiche.
Conoscere il materiale e intervenire correttamente in caso di macchie o usura significa evitare trattamenti che potrebbero danneggiarlo prematuramente.
Per questo abbiamo raccolto le principali indicazioni nella nostra Guida alla cura e al mantenimento di tessuti e pelli.
UN OGETTO CHE Può ESSERE RIPARATO CONSERVA VALORE
La possibilità di aprire, controllare, riparare e nuovamente rivestire un manufatto è una caratteristica importante.
È anche uno dei principi che da sempre appartengono alla tappezzeria artigianale. Non tutto ciò che mostra i segni del tempo deve essere sostituito.
A volte deve semplicemente essere rimesso nelle condizioni di continuare la propria storia.
Le nostre scelte
Un modo di lavorare, prima ancora che una dichiarazione
Per me parlare di sostenibilità significa soprattutto fare scelte consapevoli durante il lavoro.
Ogni mobile che entra in bottega viene valutato per capire cosa può essere conservato, recuperato o riparato e cosa invece deve essere sostituito per garantire qualità, funzionalità e durata.
Non recuperiamo un materiale semplicemente perché è vecchio, così come non lo sostituiamo semplicemente perché è nuovo. Cerco di capire quale intervento abbia realmente senso per quel manufatto.
CONOSCERE PRIAM DI SCEGLIERE
Tessuti, pelli, imbottiture e materiali tecnici hanno caratteristiche differenti.
Quando possibile, utilizziamo schede tecniche, composizioni, certificazioni e documentazione dei produttori per conoscerli meglio e proporli in relazione alla loro reale destinazione d'uso.
Perché una scelta responsabile deve essere anche una scelta tecnicamente corretta.
Lavorare pensando al tempo
Un rivestimento deve essere bello oggi, ma deve anche essere pensato per l'utilizzo che dovrà affrontare domani.
Per questo consideriamo qualità, manutenzione, possibilità di riparazione e durata parti dello stesso progetto.
MENO SLOGAN, PIÙ CONSAPEVOLEZZA
Non esiste un materiale perfetto per ogni situazione e non esiste una soluzione sostenibile semplicemente perché porta un'etichetta.
Esistono invece materiali da conoscere, manufatti da valutare e scelte da compiere con attenzione.
È questo il principio che cerchiamo di applicare ogni giorno nel nostro lavoro:
recuperare quando è possibile,
sostituire quando è necessario,
scegliere con consapevolezza,
lavorare perché ciò che realizziamo possa durare.
PARLIAMO DEL TUO PROGETTO
Hai una poltrona, un divano o una sedia che vorresti recuperare?
Possiamo valutarne insieme struttura, imbottitura e rivestimento, capire cosa merita di essere conservato e individuare i materiali più adatti al nuovo utilizzo.
Prima di decidere cosa sostituire, vale sempre la pena capire cosa può ancora essere recuperato.








